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Ue, via al Piano d’azione “inquinamento zero”

Interventi integrati su aria, acqua e suolo. I primi commenti di Enel, Novamont, Cnr (articolo di Quotidiano Energia)

Quotidiano Energia - E’ partita ieri la consultazione sul Piano d’azione Ue “Verso l’inquinamento zero”, previsto dal Green deal allo scopo di affrontare gli aspetti ambientali di aria, acqua e suolo in modo interconnesso.


Il Piano, che sarà presentato da Bruxelles nel secondo trimestre del 2021 sotto forma di comunicazione, “punta a integrare il concetto di inquinamento zero in tutte le politiche europee”, ha spiegato il commissario Ue all’Ambiente, Virginijus Sinkevičius, precisando che il Piano si baserà sulle iniziative del Green deal nei settori energia, industria, mobilità, agricoltura, biodiversità e clima e avrà “l’obiettivo principale di prevenire, porre rimedio, monitorare e rendicontare l’inquinamento”.

La consultazione, che terminerà il 10 febbraio 2021, è stata preceduta da una breve fase di “roadmap” svoltasi nel mese di ottobre, cui hanno partecipato 111 soggetti tra cui Enel, Novamont e Cnr.

Secondo Enel, sul fronte della qualità dell’aria è necessaria una governance più forte delle politiche e un’azione sinergica con le strategie energetiche e climatiche. Per ridurre le emissioni, soprattutto nelle aree urbane, il Piano dovrebbe “accelerare la penetrazione del vettore elettrico decarbonizzato in settori come trasporti, riscaldamento e raffreddamento”. Il sostegno all’elettrificazione nella mobilità dovrebbe arrivare anche dall’introduzione di limiti alle emissioni più restrittivi nelle nuove norme sul post-Euro 6, “riducendo il rischio di altri casi diesel gate”.

Per quanto riguarda l’acqua, Enel rileva che “l’energia idroelettrica è la maggiore fonte rinnovabile in Europa e la sua capacità produttiva dovrebbe essere mantenuta” e suggerisce di “integrare la normativa idrica con altre politiche non ambientali, fornendo una visione olistica che trovi un equilibrio tra i diversi utilizzi dell’acqua e la preservazione dell’ecosistema”. Nel caso delle politiche per l’energia e low-carbon, ad esempio, “il nesso tra acqua ed energia non è sempre gestito in modo efficiente e vi sono conflitti tra le politiche energetiche e quelle ambientali”.

Lato suolo, il gruppo energetico chiede che il Piano “consideri e sostenga” il riutilizzo delle centrali a carbone dopo lo smantellamento. In particolare, dovrebbe essere promossa la stabilità e prevedibilità del quadro politico e dei processi autorizzativi relativi alla chiusura e smantellamento degli impianti e al riutilizzo dei siti industriali. Inoltre, dovrebbero essere introdotti adeguati incentivi per la conversione dei siti e il riutilizzo delle aree dismesse.

Il commento di Novamont è incentrato invece sui prodotti biodegradabli e compostabili, che “non si accumulano nell’ambiente e possono fornire un fondamentale contributo alla soluzione dei problemi di inquinamento e contaminazione”. Tali prodotti dovrebbero essere promossi, sopratutto nelle applicazioni più inclini alle miscele con contenuti organici.

Il Cnr, infine, insiste sugli effetti negativi dell’inquinamento acustico, proponendo di accrescere la consapevolezza dei cittadini e di intervenire sulle cause (aerei, treni, traffico etc.) e sull’insonorizzazione degli edifici.

Il documento di consultazione è disponibile in allegato sul sito di Quotidiano Energia.

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