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Transizione e Covid, appello alla Ue dell'industria gas e automotive

“Tassonomia consideri decarbonizzazione gas”, per l’auto “incentivi e rete europea di colonnine e stazioni di rifornimento carburanti alternativi” (articolo di Quotidiano Energia)

Quotidiano Energia - Industria del gas e dell’auto in pressing sulle istituzioni europee, la prima in vista dell’imminente atto delegato della Commissione che introdurrà i criteri tecnici del regolamento sulla tassonomia, la seconda afflitta dal crollo verticale delle vendite innescato dalla crisi Covid-19.


Un gruppo di 57 Ceo di società e associazioni dell’industria del gas europea hanno inviato lunedì 19 ottobre una lettera alla Commissione e al Consiglio auspicando che “tutti i meccanismi finanziari Ue riconoscano il gas come parte indispensabile della transizione energetica”.

Dopo aver sottolineato che “il gas resta fondamentale per l’integrazione delle rinnovabili e per ridurre i costi della transizione per la società”, la lettera preme affinché “gli sforzi per sostenere e facilitare la decarbonizzazione dell’intera catena del valore del gas siano considerati ambientalmente sostenibili dall’atto delegato della tassonomia”. La definizione delle nuove norme, infatti, dovrebbe “basarsi sulla neutralità tecnologica” e fornire “un quadro prevedibile per l’innovazione e i gas rinnovabili e low-carbon necessario per dare fiducia agli investitori, favorire i progressi tecnologici, creare nuovi posti di lavoro e prevenire la povertà energetica”.

La lettera è firmata tra gli altri dai numeri uno di Eurogas, GasNaturally, Gas Infrastructure Europe, International Gas Union, Iogp, Ngva Europe, BP, Total, Repsol, Equinor, Uniper, Fluxys, Gas Connect Austria e Tag GmbH (le ultime due partecipate da Snam).

Chiede invece di utilizzare i piani per la ripresa nazionali ed europei per stimolare la domanda di veicoli ad alimentazione alternativa l’associazione dell’automotive Acea, secondo cui “in questo modo si contribuirebbe al contempo al rilancio economico e al raggiungimento degli obiettivi climatici”.

Parlando ieri a una conferenza online, il presidente di Acea e Ceo di Fca, Michael Manley, ha sottolineato che dall’inizio della pandemia la produzione di veicoli è scesa di oltre 4 milioni di unità (per un valore di 122 miliardi di euro), con una previsione di un calo delle immatricolazioni 2020 del 25%. In Italia la perdita di produzione è stata pari sinora a quasi 285.000 veicoli, in Germania a oltre 1 milione, in Francia a 416.000 e in Spagna a 755.000.

“La Commissione Ue ha proposto di recente il Piano per il clima al 2030 che prevede enormi investimenti addizionali da parte dell’industria automobilistica in questo difficile momento, ma da soli i nostri investimenti non potranno mai essere sufficienti”, ha avvertito Manley, sollecitando perciò “la realizzazione di una vasta rete di punti ricarica e stazioni di rifornimento per carburanti alternativi attraverso tutta la Ue, assieme all’introduzione di incentivi economicamente sostenibili”.

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