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Ripresa post-Coronavirus, “puntare sulle rinnovabili”

Appello alla Ue per i Ppa di 50 gruppi industriali e aziende (con Enel). Rapporto Unep-Bnef: servono altri 3.000 GW da Fer al 2030 (articolo di Quotidiano Energia)

Quotidiano Energia - Un quadro politico e normativo in grado di stimolare lo sviluppo dei corporate Ppa in Europa. E’ quanto chiedono alla Ue oltre 50 gruppi industriali e aziende energetiche, in vista del Consiglio Europeo che il 19 giugno discuterà il Piano di rilancio post-Coronavirus da 750 miliardi di euro presentato dalla Commissione alla fine di maggio.

In una lettera inviata mercoledì 10 ai Governi dei Paesi Ue, il gruppo di industrie e aziende (tra le quali Enel) sottolinea che il Recovery plan della Commissione lega lo stanziamento dei fondi agli obiettivi del Green deal, “ma non precisa come questo si tradurrà in pratica”. Di conseguenza, la lettera esorta a un’attenzione particolare ai Ppa, che oltre a stimolare l’economia “genereranno migliaia di posti di lavoro garantendo una transizione energetica giusta”.

In dettaglio, tenuto anche conto che “solo due dei Pniec presentati sinora indicano misure per sviluppare il mercato dei Ppa”, il Recovery plan dovrebbe “stimolare investimenti aggiuntivi fornendo garanzie pubbliche al credito o condivisione del rischio nei progetti Fer, includere politiche di sostegno a uno sviluppo accelerato dei corporate Ppa e dare priorità al finanziamento di infrastrutture elettriche come reti di trasporto e distribuzione intelligenti e sistemi di storage”.

“I Governi devono eliminare le barriere ai Ppa ed evitare di tassare l’elettricità più del gas”, ha commentato l’a.d. di WindEurope, Giles Dickson, mentre l’a.d. ad interim di SolarPower Europe, Aurélie Beauvais, ha definito “essenziale semplicare l’acquisto di energia da Fer da parte delle aziende rimuovendo gli ostacoli regolatori, finanziari e amministrativi”.

Oltre che da Enel, la lettera è firmata da oltre 40 grandi gruppi (come Google, Nestlé, Ikera, Unilever, Swisscom, Visa, Bbva e Credit Suisse) e fornitori elettrici (Iberdrola, BP, Orsted, Rwe).

Le rinnovabili come volano per uscire dalla crisi Covid-19 sono anche al centro di un rapporto presentato sempre ieri dal Programma ambientale dell’Onu (Unep), BloombergNef (Bnef) e Frankfurt School-Unep Collaborating Centre, secondo cui nel 2019 sono sono stati realizzati impianti Fer (escluso grande idro) per 184 GW, il 12% in più (o +20 GW) rispetto all’anno precedente, anche se con investimenti (282,2 mld dollari) di appena l’1% superiori a quelli del 2018.

Ciò dimostra, sottolinea il rapporto, che i costi dell’energia “verde” sono in continua discesa e che in futuro si ridurranno ulteriormente. Tuttavia, gli impegni di qui al 2030 per nuovi impianti Fer non-idro si attestano al momento a 826 GW (per investimenti stimati in circa 1.000 mld $), contro i 3.000 GW entro la fine del decennio che servirebbero per rispettare gli impegni dell’Accordo di Parigi.

Di qui la richiesta di sfruttare le misure di rilancio economico post-Covid per stimolare le Fer. “Questo rapporto mostra che quello nelle rinnovabili è uno degli investimenti più intelligenti ed efficace sotto il profilo dei costi che le misure di stimolo possono contenere”, ha dichiarato il direttore esecutivo dell’Unep, Inger Andersen, cui ha fatto eco la ministra dell’Ambiente tedesca,
Svenja Schulze: “La promozione delle rinnovabili può essere un poderoso motore per la ripresa dell’economia dopo la crisi Coronavirus”.

Tra gli altri dati contenuti nel rapporto, dal titolo “Global Trends in Renewable Energy Investment 2020”, un aumento della quota Fer (escluso idro) al 13,4% della generazione mondiale, rispetto al 12,4% del 2018 e al 5,9% del 2009. Inoltre, l’anno scorso sono stati segnati a livello globale numerosi record annuali, come la massima capacità solare mai installata (118 GW), i maggiori investimenti nell’eolico offshore (29,9 mld $), il più alto volume di Ppa (19,5 GW) e di energia da Fer assegnata attraverso aste (78,5 GW).

La lettera ai Governi Ue e il rapporto Unep-Bnef sono disponibili in allegato sul sito di Quotidiano Energia.
 

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