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Germania, si sbloccano i dossier energia

Dal 2021 carbon-tax sui carburanti da 25 €/ton CO2, intesa sul tetto al FV incentivabile e sulla distanza minima delle pale eoliche. Berlino entrerà nel capitale del Tso olandese TenneT (articolo di Quotidiano Energia)

Quotidiano Energia - Si è finalmente sbloccata l’impasse politica che da mesi impediva alla Germania di definire le sue strategie energetiche per il decennio e che ha portato tra l’altro il Paese ad essere uno dei tre Stati Ue a non avere ancora presentato il Pniec definitivo a Bruxelles.


Dopo aver varato la settimana scorsa una serie di misure per accelerare gli iter autorizzativi dell’eolico offshore e un’iniziativa con gli altri Paesi rivieraschi del Baltico e del Mare del Nord per realizzare parchi in mare per 15-20 GW entro il 2030, il ministro dell’Economia e dell’Energia, Peter Altmaier, ha annunciato oggi l’approvazione da parte del Governo dei regolamenti che definiscono la carbon-tax sui carburanti e combustibili utilizzati nei trasporti e nel riscaldamento, che scatterà dal 1° gennaio dell’anno prossimo nell’ambito di un sistema nazionale di scambio di quote.

La carbon-tax, i cui proventi saranno utilizzati per ridurre gli oneri sulle bollette elettriche e neutralizzare l’impatto della misura sui pendolari con una serie di agevolazioni, è stata fissata per il 2021 a 25 euro per tonnellata di CO2. Tale livello, originariamente previsto solo nel 2023, equivale a una tassa di 7 cent€ per litro sulla benzina, 8 cent€/litro sul gasolio e l’olio combustibile e 0,5 cent€ per kWh sul gas naturale.

Le aziende che vendono combustibili fossili saranno tenute ad acquistare diritti di emissione, il cui prezzo salirà gradualmente dai 25€/ton del 2021 a 55 € ton entro il 2025 per poi essere determinato dal mercato, anche se in un corridoio di prezzo fissato nel 2026 tra 55 e 65 € ton.

E’ in ogni caso prevista la possibilità per il Governo di introdurre misure correttive per mantenere la competitività delle imprese ed evitare la carbon leakage.

La ministra dell’Ambiente, Svenja Schulze, si è detta convinta che “l’aumento dei prezzi dei combustibili fossili indurrà i cittadini a scegliere prodotti ecologici quando dovranno comprare una nuova auto o cambiare l’impianto di riscaldamento”.

Lunedì, intanto, dopo mesi di trattative è stato raggiunto un accordo nella coalizione di governo Cdu/Csu-Spd sull’eolico onshore e il fotovoltaico. L’accordo, definito da Altmaier “uno straordinario risultato per la transizione energetica e per il clima”, prevede che la discussa distanza minima di 1.000 metri degli aerogeneratori dalle aree residenziali sia a discrezione dei 16 Länder.

Per il FV è stato invece eliminato il tetto di 52 GW agli impianti sotto i 750 kW incentivabili, introdotto nel 2012 per evitare un eccessivo onere sulle bollette e che secondo l’industria del settore sarà raggiunto nelle prossime settimane.

Altmaier ha precisato che l’eliminazione del tetto sarà inserita in un provvedimento per la semplificazione degli iter autorizzativi degli impianti rinnovabili già in Parlamento.

Da segnalare infine un’intesa tra il Governo tedesco e quello olandese in base alla quale Berlino entrerà nel capitale del Tso elettrico TenneT, attivo anche in Germania.

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