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Ue, arriva la strategia industriale

Pacchetto per la transizione climatica e digitale. Focus su energivori, mobilità sostenibile, efficienza energetica, aiuti di Stato, Pmi, mercato interno. A breve lancio dell’Alleanza per l’idrogeno (articolo di Quotidiano Energia)

Quotidiano Energia - E’ composto da quattro comunicazioni il pacchetto per la nuova strategia industriale europea, che punta alla duplice transizione verso la neutralità climatica e l’economia digitale.


“Per gestire la transizione ‘verde’ e digitale e per evitare la dipendenza dall’estero nel nuovo contesto geopolitico è necessario un mutamento radicale, che deve iniziare subito”, ha spiegato il commissario Ue al Mercato interno, Thierry Breton, illustrando oggi le comunicazioni “Una nuova strategia industriale per l’Europa”, “Una strategia per le Pmi per un’Europa sostenibile e digitale”, “Individuare e affrontare le barriere al mercato unico” e “Piano d’azione per una migliore attuazione e applicazione delle norme del mercato unico”.

La strategia industriale - rivolta ad aziende grandi e piccole, start-up innovative, centri di ricerca, fornitori di servizi e parti sociali – si propone di rendere l’Europa climaticamente neutra entro il 2050 e plasmare il futuro digitale del Continente, ma anche salvaguardare la competitività dell’industria e garantire condizioni di parità a livello nazionale e mondiale, ha detto Breton presentando il Pacchetto assieme al vice-presidente esecutivo della Commissione responsabile per l’Economia, Valdis Dombrovskis, e la commissaria al Mercato interno, Margrethe Vestager.

In questo senso, la strategia contiene un piano d’azione sulla proprietà intellettuale che dovrà difendere la sovranità tecnologica europea e adattare il quadro giuridico alla transizione verde e digitale e il riesame delle norme Ue in materia di concentrazioni e aiuti di Stato. In particolare, saranno riviste le regole per gli Importanti progetti di interesse comune europeo (Ipcei) ed entro la metà del 2020 la Commissione adotterà un libro bianco per “contrastare gli effetti distorsivi delle sovvenzioni estere nel mercato unico e affrontare il problema dell’accesso di soggetti di Paesi terzi agli appalti pubblici e ai finanziamenti Ue”, con l’obiettivo di presentare un provvedimento in materia nel 2021.

La strategia prevede poi misure per modernizzare e decarbonizzare le industrie ad alta intensità energetica, sostenere il settore della mobilità sostenibile e intelligente, promuovere l’efficienza energetica e “garantire un approvvigionamento sufficiente e costante di energia a basse emissioni a prezzi competitivi”.

In tale ambito la comunicazione annuncia il lancio “entro breve” dell’attesa Alleanza per l’idrogeno pulito, che sulla falsariga di quella per le batterie riunirà investitori, Governi e partner istituzionali e industriali per identificare le necessità tecnologiche, le opportunità di investimento e le barriere regolatorie.

A quella per l’idrogeno faranno seguito Alleanze dello stesso tipo per le industrie low-carbon, le piattaforme industriali e le materie prime. Per quest’ultimo settore sarà comunque lanciato un piano d’azione ad hoc.

La Commissione analizzerà inoltre in modo sistematico i rischi e le esigenze dei diversi ecosistemi industriali attraverso un forum industriale, che sarà istituito entro settembre 2020 con i rappresentanti dell’industria, delle parti sociali, del mondo della ricerca, degli Stati membri e delle istituzioni Ue.

Quanto alle Pmi, la strategia intende aiutare le imprese di minori dimensioni nella duplice transizione potenziando la rete europea con l’ausilio di consulenti in materia di sostenibilità, espandendo i poli dell’innovazione digitale ed eliminando gli ostacoli normativi e pratici.

Per liberare appieno il potenziale del mercato unico, infine, il relativo piano d’azione mira alla rimozione delle barriere (norme nazionali restrittive e complesse, capacità amministrative limitate, recepimento imperfetto o carente delle norme comunitarie) che, secondo le stime, potrebbe generare fino a 713 miliardi di euro entro la fine del decennio.

“L’importanza dell’industria europea è ancora maggiore nel un momento in cui l’Europa si appresta a realizzare la sua ambiziosa transizione verde e digitale in un mondo più instabile e imprevedibile”, ha commentato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen.

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