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Russia e Turchia inaugurano il TurkStream

Le sanzioni di Trump fuori tempo massimo. Putin: “Il gasdotto a beneficio dell’Europa”. Erdogan: “Nessun progetto nel Mediterraneo che ci escluda può essere realizzato”. Tratto balcanico entro il 2021 (articolo di Quotidiano Energia)

Quotidiano Energia - Russia e Turchia sono ormai unite a filo doppio e sempre più forti nello scacchiere energetico del Mediterraneo. I presidenti Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan hanno inaugurato formalmente oggi a Istanbul il gasdotto TurkStream, condotta di 930 km  tra i due Paesi attraverso il Mar Nero costituita da due linee per complessivi 31,5 miliardi di mc l’anno che saranno forniti in parti uguali ad Ankara e ai Paesi dell’Europa sud-orientale.


Presenti alla cerimonia anche il presidente serbo Aleksandar Vucic e il primo ministro bulgaro Boyko Borisov, che hanno già avviato nei due Paesi la realizzazione delle infrastrutture per il trasporto del gas russo.

Il TurkStream è stato definito da Putin nel suo discorso “molto importante non solo per Russia e Turchia, ma anche per gli stati dell’Europa meridionale e per l’intero continente europeo”, mentre il ministro dell’Energia di Mosca, Alexander Novak, ha annunciato che “la fornitura di gas attraverso il gasdotto alla Bulgaria, alla Grecia e alla Macedonia del Nord è già iniziata”.

Anche Novak si è detto convinto durante l’inaugurazione che “il TurkStream fornirà un contributo significativo alla sicurezza energetica non solo della Turchia, ma anche dei Paesi dell’Europa meridionale e sud-orientale”.

Più minaccioso Erdogan: “Nessun progetto nel Mediterraneo orientale che escluda la Turchia ha alcuna possibilità di essere realizzato da un punto di vista economico, legale e diplomatico”, ha avvertito. Ankara, ha rincarto il presidente turco, “ha la più estesa linea costiera del Mediterraneo e può dire la sua in ogni tipo di progetto in questa regione”, giacché “intende diventare un hub energetico globale come dimostra il gasdotto Tanap dal Caspio".

Per l’entrata a regime di TurkStream si attende ora il completamento di quello che Borisov ha definito “Balkan Stream”, sistema di gasdotti con capacità di circa 16 mld mc/anno al confine tra Turchia e Bulgaria e 11 mld mc/anno all’uscita della rete bulgara verso la Serbia. Il tutto dovrebbe essere completato entro il 2021, quando anche l’Ungheria vorrebbe entrare nella partita grazie alla connessione con il sistema serbo.

I volumi di gas russo forniti ai Balcani rimpiazzeranno probabilmente quelli che al momento arrivano attraverso l’Ucraina. L’accordo raggiunto alla fine dell’anno scorso tra Mosca e Kiev, infatti, ha una durata di cinque anni e i transiti sono previsti in calo dai 65 mld mc del 2020 a 40 mld mc all’anno nel periodo 2021-2024.

Sullo sfondo le sanzioni Usa alle società coinvolte nei progetti energetici russi, firmate da Donald Trump poco prima di Natale. Se però le sanzioni di Washington hanno avuto l’effetto di bloccare il raddoppio del gasdotto Nord Stream attraverso il Baltico, sono arrivate fuori tempo massimo per il TurkStream. Come Putin ed Erdogan hanno dimostrato con l’inaugurazione di oggi.

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