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L’entusiasmo sul biometano

Operatori e istituzioni al convegno Mise-Gse

Quotidiano Energia - C’è un’immagine che più di qualsiasi numero restituisce l’interesse che sta crescendo intorno al biometano: la letterale corsa ai posti al workshop organizzato il 10 maggio a Roma da Mise e Gse sulle prospettive aperte dal decreto del 2 marzo. “Un successo oltre le attese”, ha riconosciuto lo stesso presidente del Gestore, Francesco Sperandini, che non ha esitato a definire l’evento come “la migliore conclusione possibile del mio mandato”. 
“La perfezione non è di questo mondo, ma l’importante è essere riusciti a partire e l’abbiamo fatto nel miglior modo possibile”, ha spiegato il numero uno del Gse, che ha apprezzato in particolare “il metodo” con cui è stato messo a punto il provvedimento: “Si è fatto tesoro delle zone grigie del passato di biogas e FV, stavolta si è intervenuti ex-ante”. “Gli incentivi servono per indirizzare il mercato”, ha aggiunto Sperandini, “ma non sono una soluzione definitiva, sono un’ipotesi da verificare ed è per questo che bisognerà rimboccarsi ancora le maniche”. E intanto, a proposito degli incentivi, dal direttore commerciale del Gse Emanuele Del Buono è arrivato l’annuncio che “entro il 18 giugno” arriveranno le procedure per l’accesso alle risorse e che sarà istituito “un contatore ad hoc”.

Il dettaglio dei contenuti del decreto è stato illustrato dal dg del Mise, Gilberto Dialuce, che ha parlato di un “sistema di incentivazione innovativo” e “flessibile nei target”, in grado di generare “una grande ondata di interesse”. Soffermandosi sugli aspetti legati al sistema di rilascio e ritiro dei Cic, Dialuce ha sottolineato che “l’adesione da parte dei soggetti obbligati, facoltativa, garantisce l’assolvimento dell’obbligo” e che “tutti hanno aderito per il biometano e il 99% per gli altri biocarburanti avanzati”.

Alessandro Carettoni della DG Clima ed energia del Minambiente si è concentrato poi sui sistemi di certificazione dei biocarburanti, rilevando che “è in corso di revisione” il DM 23 gennaio 2012 che li disciplina, con l’obiettivo di “rendere il sistema più omogeneo, gestibile e trasparente”, “intervenire sui controlli a livello sistemico” e “creare coerenza con il potenziale sviluppo del biometano”. Presente anche il Mipaaf con Marcello Donatelli, direttore incaricato del Centro di ricerca agricoltura e ambiente del Crea, che ha sollevato “qualche perplessità” sulla formulazione del DM relativa alle colture energetiche erbacee di copertura. Il quadro degli interventi istituzionali – che ha visto anche il contributo da Bruxelles di Antonio Caruso della DG Competition della Commissione Ue - è stato completato dal consigliere giuridico della Presidenza del Consiglio, Valentina Canalini, che sollevando lo sguardo sugli “ambiziosi obiettivi ambientali in discussione all’Europarlamento” ha detto che l’Italia “non vuole tirarsi indietro”. “Stiamo andando nella giusta direzione”, ha aggiunto, “speriamo che i prossimi governi possano proseguire questo sforzo”.

A fare il punto sugli aspetti regolatori connessi al decreto il direttore mercati dell’Arera, Massimo Ricci, che ha visto nell’appuntamento di oggi “un’ottima opportunità per ascoltare ed avere un quadro anche sulla filiera agricola”. Ricci ha parlato di un’attività regolatoria che non presenta particolari criticità, anticipando l’arrivo “nelle prossime settimane” di una nuova consultazione sull’integrazione fisica della qualità del gas. Toccati inoltre dal direttore Arera, in ottica di possibili interventi futuri, anche i temi della differenza dei costi di allacciamento, distribuzione e trasporto e dei prezzi a cui viene valorizzato il biometano (“tenendo presenti anche i possibili differenziali tra Psv e Mgs”).

Passando agli operatori, il chief commercial, regulation & development officer di Snam, Paolo Mosa, ha ricordato l’impegno della società per la realizzazione di 300 stazioni per il rifornimento di metano, sottolineando che due delle 20 già in fase di realizzazione erogheranno pure Gnl. “Stiamo anche cercando di esportare in Europa la cultura del metano autotrazione”, ha rimarcato il manager, “il Gnl per il trasporto pesante ha tassi di crescita esplosivi ed omogenei e sono convinto che in prospettiva potrà sostituire del tutto il diesel”. Guardando alla possibilità trasformare il biometano in bioGnl, Mosa ha affermato inoltre che “stiamo studiando insieme a una multinazionale la possibilità di costruire in Italia impianti di liquefazione”. Per Snam è intervenuto anche il  senior vice president commerciale, Gianluca Zonta, che ha fatto il punto sulle iniziative prese dall’azienda per “facilitare la connessione alla rete”. “Nei prossimi mesi effettueremo 20 allacciamenti, 16 al Nord, 3 nel Lazio e 3 nel Mezzogiorno”, ha spiegato Zonta, ripercorrendo gli adempimenti e le facilitazioni messe in campo per gli operatori, oggetto nelle scorse settimane anche del workshop “Connecting biometano” (QE 26/4).
Sul fronte dei soggetti obbligati si registra l’intervento del vice president biofuel Eni, Alessandro Tondi, che non ha fatto mistero dell’interesse del Cane a sei zampe anche verso la produzione di biometano e dell’intenzione di “sviluppare nei prossimi 4 anni la rete di distribuzione di Cng e Gnl”.

Massima attenzione al biometano anche dalle utility. “Il decreto costituisce un elemento di opportunità, si apre un mercato che può essere molto redditizio”, ha detto il presidente di Acea, Luca Lanzalone, mettendo in risalto “la pragmaticità” del provvedimento e anticipando che “con il Gse si sta ragionando anche su un protocollo d’intesa con i produttori rivolto alla seconda fase: stoccaggio e distribuzione”.
Collegato dalla Casa dell’Energia e dell’Ambiente, il presidente e a.d. di A2a Ambiente, Fulvio Roncari, ha evidenziato che l’utility milanese ha in cantiere 4 nuovi progetti per il Forsu da 300 ton/anno, rilevando anche le opportunità di “produzione e autoconsumo con la flotta aziendale”. Il manager ha individuato poi 3 “preoccupazioni”: “Le tempistiche per l’Aia, che fanno arrivare i progetti vicini alla scadenza del 2022 per gli incentivi”, “l’importanza di avere visibilità futura per le risorse, trattandosi di investimenti importanti” e quelle legate agli impianti di trattamento della frazione organica dei rifiuti.
Il presidente del gruppo Cap, Alessandro Russo, ha puntato il faro sulle potenzialità che si aprono anche per le monoutility del mondo dell’acqua, sottolineando come nel Nord Italia ci siano “impianti di trattamento dei reflui che si prestano a una valorizzazione energetica”. “Ci sono dei temi da sciogliere e il Gse ci sta dando una mano anche per gli aspetti dello shipping”, ha concluso Russo, “ma le opportunità sono senz’altro interessanti”.

Non è mancato un contributo delle case auto, con la presenza di Dario Sacco, responsabile powertrain research & technology e planning & strategies area Emea di Fca, e del direttore relazioni istituzionali Europa, Medio Oriente, Africa, Asia Pacifico di Cnh Industrial, Michele Ziosi, che hanno condiviso “l’importanza del testo anche dal nostro punto di vista”. Intervenuto infine anche il direttore area R&S di Bonifiche Ferraresi, Francesco Pugliese.