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A Parigi protagonista la digitalizzazione

Il punto sull’Innovation Summit 2018

e7, il settimanale di QE - “La digitalizzazione punta sempre più celermente alla soddisfazione personale”. Come in un percorso circolare, il processo inizia con l’individuazione di un bisogno, procede con il collettamento dei dati e termina con la soddisfazione della richiesta personale, sfruttando tecnologie come l’IoT, il cloud e l’intelligenza artificiale. Nel discorso di apertura del Paris Innovation Summit 2018 (guarda le pillole dell’evento su Twitter e Facebook di Canale Energia), appuntamento parigino dell’ormai consolidato tour di Schneider Electric, l’Amministratore Delegato dell’azienda francese Jean Pascal Tricoire ha delineato uno scenario dove presente e futuro si incontrano.

La portata di questa “rivoluzione elettrica”, che a breve ha sottolineato Tricoire porterà un aumento dei consumi del 10-20%, non risparmia nessuna angolo della Terra e nessun settore: presto ‘fagociterà’ i trasporti, “che oggi consumano il 30% di energia a livello mondiale” e dovrà soddisfare i bisogni dell’IT, oggi grande energivoro. Per riuscirci tante le soluzioni esistenti messe in campo dal protagonista della kermesse che con la piattaforma su 3 livelli Ecostruxure incrocia più tecnologie - dal cloud all’intelligenza artificiale, dalla realtà virtuale alla blockchain - applicandole in più comparti: Oil and gas, manifatturiero, Building, Hospitals, Grid, Power e Home. La delocalizzazione produttiva e le “microgrid come complementi naturali” della rete sono, per l’AD, la via obbligata per il futuro. Oggi circa 1,06 miliardi di persone a livello globale non hanno accesso all’energia e incrementare la redditività delle pico grid in zone rurali potrebbe essere una delle soluzioni al problema. “Con una forte digitalizzazione e decentralizzazione si può dare più autonomia alle persone e assicurare maggiore velocità nel reperimento e controllo dei dati”, ha proseguito Pascal, senza dimenticare i vantaggi legati a questa raccolta considerate l’attuale diversità delle fonti di produzione.

“Il mio peggior incubo riguarda la sicurezza dei lavoratori”, ha proseguito Tricoire. “La digitalizzazione, intesa come realtà aumentata, può essere impiegata, ad esempio, per simulazioni volte a ridurre i rischi legati agli incendi”, anche se nella risoluzione in real time dei problemi nulla vale di più della proattività. Per questo l’utilizzo ragionato della sensoristica all’interno degli edifici può consentire di migliorare la salute e la produttività dei dipendenti attraverso la misurazione dei parametri su temperatura, illuminazione e qualità dell’aria degli uffici. Considerato che, ad oggi, solo il 35% dei lavoratori vive in ambienti ben ventilati e con una buona qualità dell’aria indoor, mentre le tecnologie in essere garantiscono capacità di gestione di una mole di dati 10 volte più grande del passato.

Soluzioni scalabili che poggiano sulla standardizzazione dei dati e già garantiscono, nei diversi settori, nel building o nel domestico ad esempio, un monitoraggio del life cycle assessment dei prodotti e una riduzione del consumo di energia, quindi della spesa, in media del 30%. Innovazioni che promettono anche benefici in termini di predittività, stabilità, flessibilità e resilienza della rete. E che vedono piccole, grandi e medie imprese lavorare al fianco di start up per rendere libero l’utente di integrare diverse soluzioni e meglio difendere il proprio sistema di dati, che sia chiuso o aperto verso l’esterno.

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