Bollette, con efficienza e rinnovabili 1 mld di risparmio

Legambiente, anche taglio 50% di spesa energetica degli edifici

Redazione ANSA ROMA
(ANSA) - ROMA, 01 DIC - Generazione distribuita da rinnovabili ed efficienza energetica in edilizia possono produrre da qui al 2030 1,1 miliardi di risparmio in bolletta per i consumatori, ridurre del 50% la spesa energetica negli edifici, creare 170 mila nuovi posti di lavoro, tagliare le emissioni climalteranti di 30 milioni di tonnellate di CO2, ridurre i consumi energetici di 10 Mtep e muovere 150 miliardi di nuovi investimenti. Lo sostiene uno studio di Elemens per Legambiente, presentato oggi nella prima giornata del 14/o Forum QualEnergia.

Lo studio stima che ulteriori 3,5 GW di fotovoltaico e 1,8 GW di eolico sarebbero potuti essere in esercizio nel 2021 se non bloccati dall'iter autorizzativo. La presenza di una maggior quantità di rinnovabili nel mix energetico ridurrebbe il costo sostenuto dai consumatori di più di 1,5 miliardi di euro, sterilizzando in parte l'aumento di costo causato dal prezzo delle fonti fossili.

Nei prossimi dieci anni il Mite stima installazioni per 14,5 GW di nuova generazione distribuita (cioé pannelli solari, pale eoliche e biomasse in case, capannoni, e piccole comunità).

Case, condomini e comunità energetiche potrebbero arrivare a 8.360 MW, il 58% del totale. Piccole e medie imprese (PMI) e distretti artigiani posson salite a 320 MW. il terziario a 1.080 MW. Il 7% del percorso di crescita della generazione distribuita potrà riguardare la Pubblica Amministrazione e il settore agricolo (rispettivamente 370 MW per settore). La partecipazione a comunità energetiche e a configurazioni di autoconsumo consente di ridurre la bolletta elettrica fino a circa il 25%.

Secondo lo studio Elemens, si possono realizzare gli obiettivi Ue di efficienza energetica degli immobili attraverso interventi su circa 1,3 milioni di edifici, ossia il 10% del parco immobiliare italiano, dove realizzare un miglioramento di almeno 4 classi energetiche (o per raggiungere almeno la classe B). Politiche di questo tipo - più ambiziose di quanto prevede il superbonus del 110% - permettono di ridurre le bollette tra il 40 e l'80%, evitando l'emissione di 22,2 milioni di tonnellate di CO2 all'anno, corrispondenti a quasi tutte le emissioni provocate dal settore dei servizi.

Ciò comporterebbe la riduzione del consumo annuo nazionale di gas naturale fino a 8 Mtep (13% del consumo lordo nazionale).

Inoltre, una politica integrata di questo tipo con interventi sulla produzione da rinnovabili attraverso comunità energetica e di riduzione dei consumi, avrebbe vantaggi sul fronte del lavoro, con almeno 170.000 nuovi occupati e 135 miliardi euro di nuovi investimenti. (ANSA).

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA