Con roadmap transizione agroecologica -12.400 kt CO2 al 2030

Dal Consorzio Italiano Biogas 10 azioni per coltivare il futuro

Redazione ANSA ROMA

Dall'utilizzo delle energie rinnovabili in agricoltura alla fertilizzazione organica, fino alla produzione e l'uso di biomateriali e ancora biogas e altri gas rinnovabili. Sono alcuni degli interventi concreti per la transizione agroecologica contenuti nel "Farming for Future. 10 azioni per coltivare il futuro", un piano lanciato dal Cib, Consorzio Italiano Biogas che permetterà al settore primario di ridurre entro il 2030 le emissioni di anidride carbonica in atmosfera di 12.400 kt (32%) diminuendo drasticamente il suo impatto ambientale complessivo.
    Seguendo le iniziative del piano - evidenzia Cib - e grazie a un potenziale produttivo di 6,5 miliardi di metri cubi di biometano agricolo il settore così entro il 2030 potrà passare da 38.400 kt di CO2eq a 26.000 (-12.400 kt) che si aggiungono alle 19.000 kt di CO2equivalenti evitate grazie al mancato utilizzo di fonti energetiche fossili: 31.400 kt di CO2eq totali, pari alle emissioni annue di oltre 18,5 milioni di automobili, circa il 50% del parco auto circolante in Italia. Cib propone una roadmap utile per dare risposte alle esigenze di produzione e di sostenibilità ambientale, in linea con la strategia europea "Farm to Fork", preservando il patrimonio agricolo e zootecnico italiano e tutelando la fertilità del suolo. Attraverso le buone pratiche del Biogasfattobene (consultabile su farmingforfuture.it), modello agro-economico sviluppato dal consorzio, si ribadisce "sarà possibile, ad esempio, avviare a digestione anaerobica sino al 65% dei reflui zootecnici entro il 2030".
    "Uno dei nostri obiettivi - dichiara Gattoni, presidente del Cib - è dimostrare che è possibile abbattere le emissioni senza rinunciare alle produzioni alimentari di qualità che caratterizzano l'eccellenza del Made in Italy". Per Giuseppe L'Abbate, Sottosegretario alle politiche agricole alimentari e forestali "la crisi in atto, sanitaria, ambientale ed economica, dimostra che il business as usual non è una strada percorribile" e che tra l'altro "servirà definire una governance responsabile che guardi al lungo periodo".(ANSA).
   

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