Covid e riscaldamento globale hanno dinamiche simili

Cnr, crescono rapidamente e hanno una certa inerzia

Redazione ANSA ROMA
(ANSA) - ROMA, 14 DIC - L'evoluzione climatica rispetto a quella pandemica può apparire lenta e non così critica e urgente. Ma queste percezioni sono corrette? Confrontando questi due fenomeni emergono analogie inaspettate. È quanto hanno fatto Antonello Pasini e Fulvio Mazzocchi, ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche che lavorano rispettivamente all'Istituto sull'inquinamento atmosferico (Cnr-Iia) e all'Istituto di scienze del patrimonio culturale (Cnr-Ispc), in uno studio pubblicato sulla rivista internazionale Global Sustainability.

"Ci sono notevoli differenze nei tempi di evoluzione dei due fenomeni (un aspetto che influisce sulla percezione della loro relativa gravità) - spiega Pasini -, ma è anche evidente come in entrambi i casi, pur partendo da numeri piccoli, essi registrino una crescita consistente se lasciati evolvere senza agire: rapidissima (esponenziale) nel caso della pandemia, in forte aumento (non lineare) nel caso delle temperature derivanti dallo scenario di emissioni Business As Usual (BAU)".

Inoltre, entrambi i fenomeni sono connotati da una certa inerzia, che porta a riscontrare i risultati delle nostre azioni di contrasto solo dopo un certo periodo di tempo. Per la pandemia, l'inerzia è connessa al periodo di incubazione del virus, per il sistema climatico dipende dal lungo tempo di permanenza dell'anidride carbonica in atmosfera e al riscaldamento, lento ma inesorabile, degli oceani.

"Se oggi attuiamo un lockdown, vedremo i risultati tra 10-15 giorni - spiega ancora Pasini -; se adesso cominciamo a ridurre in maniera significativa e duratura le nostre emissioni di gas serra, i risultati li vedremo tra 20-30 anni. In entrambi i casi, quindi, è necessario agire in anticipo". (ANSA).

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