Clima: Greta, 'c'è sensazione che manchi senso emergenza'

Attivista a Consiglio Ambiente Ue e poi a manifestazione

Redazione ANSA BRUXELLES

BRUXELLES - "Dobbiamo essere certi che si farà una transizione giusta e che tutti ne facciano parte". Così l'attivista Greta Thunberg entrando al Consiglio Ue oggi a Bruxelles. "So che ci sono state le elezioni europee e le persone che ho incontrato sono diverse da quelle del passato ma il loro messaggio è lo stesso: 'Cercheremo di fare di più', ma c'è la sensazione che manchi un vero e proprio senso di emergenza", ha aggiunto. "Non sono stanca di quello che faccio, i media parlano molto di me ma non dei contenuti e proprio per questo motivo sono convinta che io debba andare avanti a dire quello che penso fino a che la gente non si renderà conto", ha precisato. L'ambientalista farà un discorso di apertura al consiglio Ambiente e dopo si unirà alla manifestazione in corso davanti al palazzo dove sono riuniti i ministri, organizzata da Fridays for future.

"Sono qui per dirvi che proprio adesso giovani da tutti i Paesi europei sono seduti fuori da questo palazzo in segno di protesta, lo facciamo perché vogliamo essere ascoltati e perché vogliamo un futuro sicuro" ha spiegato Greta nel suo discorso al Consiglio dei ministri dell'ambiente a Bruxelles. L'attivista per il clima ha parlato per circa 5 minuti, ricordando che secondo i calcoli dell'Onu sul bilancio di carbonio, "non possiamo avere solo target per il 2050 ma dobbiamo agire soprattutto adesso perché se continuiamo così" presto sarà esaurito il margine di emissioni "per evitare l'aumento della temperatura di oltre 1,5 gradi". "Lo dice la scienza, non io", ha ribadito Greta. "Non dovrei essere qui a ricordarvelo. Non possiamo avere una legge climatica senza includere queste cose perché così si rischia di distruggere l'Accordo di Parigi". Dopo l'applauso tributato all'attivista svedese nessun ministro ha preso la parola e Greta ha lasciato la sala per raggiungere gli studenti che stanno manifestando davanti alla sede del Consiglio.

Il ministro dell'Ambiente Sergio Costa ha incontrato GretaThunberg e le ha raccontato della YouthForClimate, "l'evento giovani per la Cop26 che stiamo organizzando, e l'ho invitata a partecipare - ha scritto il ministro su twitter - Il futuro è il loro, noi abbiamo il dovere di ascoltarli e costruire insieme il cambiamento". 

La Cop (Conferenza delle parti) dei giovani sul clima - a cui è prevista la partecipazione di quasi 400 giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni provenienti dai 197 paesi parte della Convenzione Unfccc - si svolgerà a Milano dal 28 al 30 settembre per elaborare proposte concrete da inserire nel processo negoziale della Pre-Cop26 di Milano e della Cop26 di Glasgow.



L'Unione europea vuole essere il primo continente a zero emissioni e lo mette nero su bianco in un regolamento: entro il 2050 le emissioni e la riduzione di CO2 dovranno essere in equilibrio a livello Ue. "State ammettendo la resa, rinunciate all'Accordo di Parigi e a fare tutto il possibile per dare un futuro sicuro ai vostri figli", ha scandito per tutta risposta l'attivista svedese, intervenendo di fronte alla commissione ambiente del Parlamento Ue. Si fa troppo poco e troppo lentamente per "spegnere l'incendio della casa", ha sottolineato Greta. Un concetto già espresso molte volte, fatto proprio dalla quasi totalità delle Ong ambientaliste europee che chiedono all'Unione un taglio della CO2 del 65% al 2030 e zero emissioni già nel al 2040. Altrimenti addio Accordo di Parigi. Greta lo ha ribadito ai commissari Ue e, molto probabilmente, lo farà anche al cospetto dei ministri dell'Ambiente.

Questione di 'misure', commenta il vicepresidente della commissione Frans Timmermans, convinto che l'Ue stia dando una risposta politica ai movimenti studenteschi che hanno preso Greta a modello e sfileranno ancora a Bruxelles venerdì. "L'analisi di Greta è basata sull'approccio del bilancio di carbonio, secondo cui gli obiettivi di riduzione dovrebbero essere più alti", ha detto il laburista olandese. "Io ho provato a spiegarle che noi usiamo un altro approccio e siamo più ottimisti di lei sulle tecnologie emergenti. Un fatto è certo: se non ci fosse stata lei probabilmente oggi non staremmo neanche discutendo una legge sul clima". Anche se per ottenere il via libera dei governi sulle emissioni zero ci sono voluti sei mesi di negoziato, con la Polonia che alla fine si è chiamata fuori.

Le reazioni del mondo produttivo, imprese e sindacati, sono tuttora caute. "Siamo d'accordo sull'obiettivo ma bisogna arrivarci in maniera praticabile", è la posizione di BusinessEurope. "Il sostegno sindacale - chiariscono dalla Etuc - è subordinato a una transizione ben finanziata che offra posti di lavoro di qualità e adeguata protezione sociale". La legge sul clima annuncia una prima proposta per aumentare il taglio della CO2 al 2030 entro settembre e prevede ampi poteri alla Commissione per aggiustare la 'traiettoria' di riduzione delle emissioni ogni 5 anni, con proposte di modifica nel 2021 ai regolamenti chiave delle politiche Ue per il clima: dal mercato Ets all'efficienza energetica, dalle rinnovabili alle emissioni in agricoltura e trasporti. L'Italia e altri 11 Paesi hanno già chiarito via lettera che vorrebbero accorciare i tempi, con nuovi target al 2030 già in giugno, e l'Europarlamento è orientato a chiedere più vincoli a livello nazionale.

Con il pacchetto presentato la Commissione europea ha fatto partire la procedura per la revisione della direttiva sulla tassazione dell'energia e le valutazioni di impatto sul futuro meccanismo di adeguamento del prezzo del carbonio alle frontiere. Due dossier su cui è al lavoro il commissario all'Economia Paolo Gentiloni.

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