Clima, 2 mld di rifugiati per innalzamento mari nel 2100

Studio, oceani mangeranno coste e terreni coltivabili

Redazione ANSA ROMA

- ROMA - Nel 2100 il mondo rischia l'esodo di due miliardi di persone, "rifugiati climatici", pari a un quinto della popolazione globale, a causa dell'innalzamento del livello dei mari. La stima è di uno studio dell'Università di Cornell che sarà pubblicato sul numero di luglio della rivista Land Use Policy.

Nei prossimi decenni, spiegano i ricercatori, coloro che vivono sulle coste dovranno spostarsi alla ricerca di luoghi abitabili nell'entroterra. Considerando il trend della crescita globale, avverte Charles Geisler, autore principale della ricerca, "avremo più persone su meno superficie terrestre, prima di quello che pensiamo". E il futuro innalzamento dei mari, aggiunge, probabilmente "non sarà graduale".

Secondo l'ultima stima dell'Onu, citata dai ricercatori, entro il 2050 la popolazione mondiale dovrebbe raggiungere 9 miliardi di persone, schizzando a 11 miliardi entro il 2100.

Nutrire una tale popolazione richiederà più terra coltivabile, che però sarà "mangiata", sulle coste, dagli oceani che si alzano. Questo costringerà le persone a spostarsi. Entro il 2060, secondo lo studio, i rifugiati climatici potrebbero essere 1,4 miliardi. E nel 2100 potrebbero salire a due miliardi.

Oggi, secondo gli ultimi dati diffusi dall'Onu nei giorni scorsi in occasione della Giornata internazionale del rifugiato, sono almeno 21 milioni e mezzo le persone che ogni anno sono costrette a lasciare le proprie case a causa di siccità, tempeste o alluvioni. (ANSA).

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