Clima: Fabius, leader firmino accordo perché entri in vigore

Presidente COP21, nel 2016 tradurre principi in pratica

Redazione ANSA
"Serve che il maggior numero di leader mondiali siano presenti a New York" ad aprile, alla cerimonia dell'apertura alla firma dell'accordo di Parigi. Questo uno dei passaggi chiave dell'intervento di Laurent Fabius, ministro degli esteri francese e presidente della conferenza Onu sul clima di Parigi, di fronte all'Europarlamento. "Occorrono almeno 55 paesi che rappresentino almeno il 55% delle emissioni gas serra perché l'accordo entri in vigore", ha ricordato Fabius, che ha invitato l'Ue a "continuare a dare l'esempio firmando già il 22 aprile e poi ratificando in tempi brevi". Sempre nel 2016, per perfezionare l'intesa manca un'altra tappa. "In un gruppo di lavoro a Bonn - ha detto il ministro degli esteri francese - dovremo tradurre i principi nella pratica e arrivare a una definizione comune e precisa dei finanziamenti per il clima, stabilire l'esatta modalità della revisione quinquennale degli impegni nazionali e stabilire regole per la trasparenza del seguito dei vari impegni". Fabius ha sottolineato anche l'importanza di attuare le varie iniziative per il periodo precedente al 2020, dall'alleanza solare internazionale lanciata dall'India agli impegni finanziari per le rinnovabili in Africa, e già guarda alla COP22, prevista quest'anno a Marrakesh, in Marocco.

Quanto all'Ue, "ci aspettano molti negoziati, a partire dalla riforma dell'Ets (il mercato europeo della CO2, Ndr) e dei settori trasporti e edilizia, rimasti fuori dall'accordo", ha sottolineato il ministro degli esteri francese.

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