Due Ibis eremiti nidificano sul tetto di un'azienda a Roma

Hanno deposto le uova, vigilati da Enpa e WWF. Al mondo solo 500

Redazione ANSA ROMA
(ANSA) - ROMA, 29 APR - Due rarissimi Ibis eremiti, una specie quasi estinta e minacciata secondo la lista Rossa dell'IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura), hanno deposto delle uova a Roma, su un tetto di una nota azienda. L'Enpa, insieme ad altri volontari del WWF, ha raccolto la segnalazione e si è recata sul posto per monitorare la situazione in piena sicurezza per gli animali.

L'ibis eremita, infatti, è una specie classificata "in pericolo di estinzione" ed oggetto di un importante progetto di reintroduzione finanziato dall'Unione Europea nell'ambito del programma Life+ e che coinvolge Austria, Germania e Italia. Per questo motivo, gli operatori Enpa hanno prontamente allertato il personale del Progetto Waldrapp.

I due esemplari di Ibis eremita (Geronticus eremita), battezzati Hannibal e Smudo, hanno deciso di sostare e nidificare sul terrazzo, una cavità artificiale creata ai piani alti, corrispondente al balcone dell'area di svago del personale. Accompagnati dal personale dell'azienda, e con tutte le dovute cautele e discrezione, è stato possibile identificarli con certezza, e grazie ai trasmettitori Gps di cui sono stati dotati gli uccelli per il loro live tracking, sarà possibile risalire anche alle tappe del loro viaggio.

I volontari hanno raccomandato al personale aziendale di non avvicinarsi ai volatili né di dar loro da mangiare, al fine di evitare ogni forma di disturbo, per garantire il benessere degli animali nonché il rispetto delle normative vigenti.

L'ibis eremita (geronticus eremita) è un uccello che un tempo era diffuso in tutto il bacino mediterraneo, dall'Europa meridionale al nord Africa al Medio Oriente. Attualmente, a causa del bracconaggio, delle modifiche degli habitat e dell'uso dei fitofarmaci in agricoltura, questa specie è in grave pericolo di estinzione: ne rimangono circa cinquecento esemplari localizzati prevalentemente in Marocco. (ANSA).

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