In Italia ci sono tra i 1.170 e i 2.600 lupi

Fino a 150 sulle Alpi e 2.470 sugli Appennini. Uccisi 15-20%

Redazione ANSA

Dire quanti lupi ci siano esattamente in Italia non è possibile, perché mancano un censimento ufficiale e un monitoraggio coordinato su scala nazionale. Ma una stima cautelativa, basata su dati del 2012, che l'Italia ha inviato nel 2014 alla Commissione europea, indica un totale minimo intorno a 1.170, distribuiti fra Alpi (un centinaio) e Appennini (un migliaio). Stime più ottimistiche parlano di 1.500-2.000, quelle massime arrivano a 2.600. Per fare un paragone con altre specie, i cinghiali in Italia sono circa 1 milione e i caprioli circa 456.000.

LUPO SULLE ALPI. Nel 2015 sono stati stimati dagli esperti 23 branchi, di cui 18 in Piemonte, 3 fra Piemonte e Liguria, 1 tra Piemonte e Valle d'Aosta e 1 tra Veneto e Provincia di Trento (Lessinia). Di questi 23 branchi, 4 sono transfrontalieri con la Francia. Ci sarebbero anche 5 coppie e 3 individui solitari (uno in Provincia di Biella, uno in Provincia di Trento-Bolzano, uno in Friuli Venezia Giulia). Assegnando solo il 50% dei 4 branchi transfrontalieri alla popolazione italiana delle Alpi, e assumendo un valore medio di 4-5 lupi per branco, la stima invernale conservativa del numero di lupi della popolazione alpina italiana è di 100-130 individui, che possono salire a circa 150 per tenere conto della componente della popolazione composta da lupi solitari e in dispersione. L'area per il lupo alpino è stimata in 11.900 chilometri quadrati (di cui 7.800 di presenza stabile di branchi e 4.100 di presenza occasionale e individui isolati). Quindi la densità è stimata in 0.8-1 lupo/100 Km2.

LUPO SU APPENNINI. La stima della popolazione media è di 1.580 animali, con i valori compresi tra 1.070 e 2.472. La popolazione appenninica si muove su un'area di circa 80.800 chilometri quadrati. Non ci sono dati affidabili sulla mortalità del lupo in Italia, ma gli esperti stimano che a causa dell'uomo - per bracconaggio, bocconi avvelenati e incidenti stradali - sarebbero uccisi fra il 15 e il 20%. Minaccia indiretta sarebbero invece malattie e agenti patogeni, spesso contratti dal contatto con animali domestici scarsamente custoditi, come il cimurro, trasmesso da cani liberi di vagare e non vaccinati.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
Modifica consenso Cookie