La sanità dopo il coronavirus, un libro di Gennaro Sosto

Volume dg Asl Napoli 3 Sud su 'Una popolazione a strati'

(ANSA) - NAPOLI, 17 GIU - "Una popolazione a strati". È il titolo del libro con cui Gennaro Sosto, direttore generale della Asl Napoli 3 Sud, racconta la sanità post covid-19 basata sulla stratificazione e sul targeting della popolazione. Il libro parte dalla descrizione del modello di stratificazione e targeting della popolazione del Molise. Un lavoro svolto da Sosto, oggi a capodella Asl Napoli 3 Sud, quando era direttore dell'Asl del Molise. Il modello consente d'individuare coorti di popolazione pluripatologiche e ad alto rischio clinico attraverso la stratificazione. E' opportuno, per Sosto, "alimentare il dibattito sulla necessità di ribaltare la tendenza di governare l'offerta a favore di una nuova visione di governance della domanda". "E' urgente una riconfigurazione del sistema basata sul fabbisogno clinico della popolazione - dice - i modelli regionali che hanno risposto meglio sono stati quelli che hanno servizi territoriali e di prossimità diffusi e capillari". Il modello di population health management impiantato e descritto nel libro, correlato al Covid-19, come evidenzia Sosto, "potrebbe consentire, attraverso la stratificazione della popolazione, di individuare coorti di popolazione pluripatologiche e ad alto rischio clinico". Gli studi sul coronavirus stanno dimostrando che queste, anche nel caso di contagio da Covid-19, "sono più soggette a possibili e conseguenti ospedalizzazioni, oltre che a far registrare alti tassi di mortalità". L'applicazione del modello in questione consente di geolocalizzare a livello regionale, aziendale e comunale la distribuzione del rischio. Un modello, dunque, che, secondo quanto fa sapere il direttore generale della Asl Napoli 3 Sud, "potrebbe essere utile per l'emergenza pandemica, oltre che per i fini per cui è stato pensato: la gestione della complessità clinica dei pazienti, per l'invecchiamento della popolazione e per la conseguente sostenibilità dell'intero sistema". Il modello preso a riferimento potrebbe anche essere replicabile a livello nazionale perché "le tecniche e le metodologie utilizzate sono riprese dalla letteratura scientifica e in Italia traggono spunto dal Piano nazionale della Cronicità del Ministero della Salute. "La stratificazione, che molte Regioni hanno inserito come obiettivo nei loro recenti Piani sanitari - afferma Sosto - potrebbe consentire il benchmark, così come avviene per l'assistenza ospedaliera, standardizzando i costi attesi sulla base delle caratteristiche della popolazione assistita, riducendo il grado di variabilità tramite un set d'indicatori per la valutazione". "Analogamente ai Drg, ossia al raggruppamento omogeneo di diagnosi - prosegue - i gruppi derivanti dalla stratificazione, i Crg, potrebbero rappresentare uno strumento di adeguamento sulla base di caratteristiche cliniche e di fabbisogno di risorse". "Almeno 4 cittadini su 10 sono affetti da una patologia cronica - sottolinea - Il 40.35% rientra in uno stato di salute che va dall'unica patologia cronica minore, al cluster patologie croniche dominanti in 3 o più organi". Tra questi, nello specifico, "circa il 20% ha una patologia cronica dominante o moderata". Le patologie ad alta prevalenza indirizzano il sistema a intercettare e proporre modelli di presa in carico anticipatori rispetto a un possibile peggioramento verso livelli di severità più gravi. Nel libro sono illustrati i risultati ottenuti attraverso il focus su alcune delle patologie tra le più impattanti in termini di assistenza e di sostenibilità (diabete, insufficienza cardiaca congestizia, broncopneumopatia cronica ostruttiva,ipertensione, tumori, abuso di droghe, hiv/aids. Lo studio si è avvalso delcontributo di personalità, tra cui Andrea Urbani(direttore della programmazione sanitaria del ministero della Salute),Giacomo Bazzoni(presidente Agenas),Antonio Gaudioso(segretario nazionale di CittadinanzAttiva),Luca Brunese(rettore dell'Università del Molise),Mario Morlacco.
    (ANSA).
   

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