Pirateria web, anche Lux Vide aderisce a campagna di contrasto

Dopo Bobby Solo e Mogol anche produttore "Don Matteo" va dai pm

(ANSA) - NAPOLI, 03 MAG - Dopo Bobby Solo e Mogol anche la Lux Vide, società produttrice di successi cinematografici e televisivi come "Don Matteo", "Diavoli" e "I Medici", aderisce all'azione di contrasto alla pirateria audiovisiva dello studio legale italo-statunitensi Emme-Team e presenta una denuncia in Procura, a Napoli: lo scorso 21 aprile Luca Bernabei, amministratore delegato e legale rappresentante della Lux Vide, ha depositato un esposto ai pm partenopei che stanno indagando sul fenomeno. Come gli artisti anche le aziende del settore vengono gravemente danneggiate dalla pirateria multimediale che sottrae profitti derivanti dagli incassi cinematografici, dalla gestione delle royalties e dalla pubblicità.
    Con la denuncia sono state consegnate agli inquirenti rilevanze investigative che spiegano il funzionamento del sistema truffaldino, capace di portare guadagni milionari. Tra le info anche i nomi dei siti di "file sharing" e "di aggregazione" utilizzati dai "pirati": sui primi viene stoccato il materiale multimediale, che sarebbe stato duplicato direttamente dagli originali dei film, film in tutte le lingue e in qualità "Blu Ray" o in "4K", resi disponibili addirittura prima ancora della distribuzione nei cinema o in televisione. Lo stesso discorso vale anche per le copie di milioni di titoli di libri o CD musicali, ottenuti direttamente dai master usati per la stampa dei supporti. Sui siti web "di aggregazione", invece, sono stoccati i link ai quali fare riferimento per visionare o scaricare i contenuti. 

L'avvio della campagna di contrasto alla pirateria audiovisiva, alla quale hanno aderito molti artisti e società di produzione cinematografica e televisiva, ha fatto registrare una "controffensiva" di terze parti (tutte denunciate) che hanno provato a delegittimarla diffondendo fake news sui social: lo rende noto l'Emme Team che, per questo motivo, alla documentazione consegnata dalla Lux Vide agli investigatori napoletani ha allegato anche le certificazioni della Corte di Giustizia americana. L'obiettivo, per i consulenti italo statunitensi, era quello di diffondere false notizie secondo le quali l'azione legale, partita negli Stati Uniti, e tutte gli elementi probatori finora raccolti in realtà sarebbero a loro volta un fake. Un tentativo andato vano. Emme Team, - fa sapere ancora lo studio legale - attraverso la Corte di Giustizia statunitense dopo aver ricevuto mandato nel 2019 da Lux Vide di aprire una causa civile presso la Corte Federale, è riuscita ad ottenere materiale che attesterebbe 16 anni di attività illegali e, con i suoi legali, tra cui figurano gli avvocati Salvatore Pettirossi, Gabriele Esposito e Celestino Gnazi, ha deciso di lanciare la campagna di adesione alla "Azione comune di contrasto contro la Pirateria", grazie alla quale chiunque ha subìto danni potrà finalmente richiedere un risarcimento.
   

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