Campania

Comunali:Napoli;Bassolino,strada in salita ma posso farcela

"Con rinvio pensano di spomparmi,ma sono abituato alle maratone"

(ANSA) - NAPOLI, 02 APR - "Non c'è bisogno di fare le presentazioni, mi conoscete bene". Antonio Bassolino convoca la stampa per la prima volta da quando ha annunciato la sua candidatura a sindaco di Napoli e cala subito le carte della sua campagna elettorale, improntata sulla conoscenza di un volto noto (due volte sindaco e due volte Presidente di Regione tra il 1993 e il 2010), in attesa che i partiti mettano in campo i loro candidati e il Pd decida cosa fare.
    "So che sarà dura - chiarisce l'ex governatore che da buon maratoneta è abituato a scalare salite - ma so anche che ce la posso fare. Quando mi candido è per vincere, è stato sempre così in passato. Mi candido sulla spinta dei cittadini che me lo chiedono, quelli che riconoscono in me un uomo di sinistra, ma anche di tanti elettori di destra che mi hanno promesso di votarmi alle Comunali e poi di votare a destra per il Parlamento. E ancora di tanti altri che mi hanno confessato di non votare da 10 -15 anni ma che tornerebbero alle urne per me.
    Voglio dare voce a queste persone, da uomo delle istituzioni, per dare una svolta a una città scassata che deve cambiare in maniera netta su tante cose, dalla gestione dell'ordinario, buche, mezzi pubblici, ma anche le periferie".
    La sua discesa in campo ha subito un intralcio con il rinvio della data delle elezioni ma Bassolino fa buon viso a cattivo gioco: "Sento dire che la campagna elettorale è cominciata in ritardo, ma senza polemica faccio notare che in questi mesi si è votato in Israele, in Olanda, in due land della Germania, a maggio si voterà nella regione di Madrid. Noi voteremo tra il 15 settembre e il 15 ottobre, ma se chi come si è candidato un mese mezzo fa è in ritardo, figuriamoci quelli che ancora non si sono candidati. C'è chi pensa che il rinvio possa spomparmi, ma corro e salgo a tutte le altezze, sono un maratoneta". "Il mio augurio - ha concluso - è che ci siano più candidati forti in grado di parlare alla città, perché bisogna temere i candidati mediocri, non quelli forti". (ANSA).
   

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