Vaccini: podologi, curiamo piede diabetico,serve subito dose

Lettera albo a Federazione nazionale Ordini dei Tecnici sanitari

(ANSA) - NAPOLI, 07 GEN - I podologi che operano in regime di libera professione o alle dipendenze del privato puro, ricoprono un ruolo fondamentale nella prevenzione e cura del piede diabetico come in tutte le altre patologie che necessitano di trattamenti in urgenza come piede reumatico, piede vascolare, effetti collaterali da chemioterapici e chiedono quindi di essere tra i soggetti sottoposti in prima istanza al vaccino contro il covid19.
    E' questo, si sottolinea nel documento diffuso a Napoli, il contenuto di una lettera inviata dalla Commissione di albo nazionale podologi al presidente Alessandro Beux e al comitato centrale della Federazione TSRM-PSTRP (Federazione nazionale Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione).
    I podologi sottolineano che le azioni coordinate per la prima fase di vaccinazioni mette in evidenza come siano principalmente rivolte a "personale ospedaliero e territoriale, ospiti e lavoratori delle Rsa, operatori che afferiscono a strutture sanitarie private accreditate con il Sistema sanitario regionale[…], personale delle Pubbliche assistenze che si occupano dei trasporti sanitari, inclusi quelli in emergenza-urgenza, operatori che operano nel complesso ospedaliero del Sistema sanitario. "Da questa previsione restano esclusi, di fatto, tutti gli operatori sanitari e sociosanitari che operano alle dipendenze del privato puro o come liberi professionisti, colleghe e colleghi che pure rientrano nel novero delle professioni sanitarie, ugualmente esposti al rischio di contagio", sottolinea la categoria.
    "Tenuto conto - si legge - dei contesti in cui operano, delle attività che svolgono, delle prestazioni erogate e, più di tutto, dei destinatari della loro opera, la commissione di albo nazionale Podologi richiede di attivarsi al fine di prevedere quanto prima che tutti gli operatori sanitari e sociosanitari rientrino tra i soggetti con possibilità prioritaria di vaccinazione, a prescindere dalla natura del datore di lavoro o dallo stato libero professionale". I podologi informano anche di aver approntato un questionario per definire i numeri dei podologi che aderiranno alla campagna di vaccinazione. (ANSA).
   

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