Fortuna, al cinema omaggio alla piccola 'condottiera'

Valeria Golino in opera prima che evoca atroce vicenda pedofila

(ANSA) - ROMA, 19 OTT - Il cinema come riscatto dalla realtà per "celebrare una condottiera": nelle parole del regista esordiente Nicolangelo Gelormini c'è tutto il cortocircuito emozionale che ha portato alla realizzazione di Fortuna, oggi alla Festa di Roma e successivamente in sala con I Wonder, ispirato e dedicato ad un caso atroce che ha scosso tutta l'Italia, l'omicidio di Fortuna Loffredo di sei anni il 24 giugno 2014, scaraventata giù dall'ottavo piano del palazzone popolare di Campo Verde a Caivano (Napoli) dove abitava, sul cui corpo furono riscontrati abusi sessuali definiti 'cronici' e per il quale è stato condannato all'ergastolo Raimondo Caputo.
    Il film, con Valeria Golino e Pina Turco in doppi ruoli incrociati di madre e psicologa e con Cristina Magnotti nel ruolo della bimba, prodotto da Dazzle Communication con Indigo Film e con Rai Cinema, ha il patrocinio di Save the Children.
    "Questa storia si poteva raccontare in molti modi, noi abbiamo scelto - ha detto Gelormini, che firma la sceneggiatura con lo scrittore Massimiliano Virgilio - di evitare con cura la strada del realismo. L'idea di partenza è stata proprio il non raccontare: l'urgenza di affrontare questa storia come una vicenda talmente atroce da essere irrappresentabile mi ha guidato, non mostrare per dire, il cinema con una dimensione quasi di poesia consente di nascondere la realtà così com'è e allo stesso tempo evocarla. Il cuore del film, che è poi l'emozione e il dolore provato per questa vicenda, è il tradimento, quella di Fortuna è infatti la storia di un tradimento del desiderio dei bambini di essere amati e accolti, è il tradimento degli adulti a portare Fortuna nell'inferno".
    "Volutamente non abbiamo, a parte il tributo nel nome Fortuna, caratterizzato realisticamente la storia per universalizzarla al massimo, non c'è quella periferia di Napoli ma 'la' periferia, sacche in cui gli investimenti culturali non arrivano mai e il degrado genera mostri, dove l'istinto non è governato dalle regole e dove l'ambiente, come pure il sottofondo di abbaiare di cani e il grugnire di maiali, restituisce l'animalità del contesto", ha detto Gelormini. (ANSA).
   

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