Demolito l'ecomostro di Alimuri a Vico Equense

Galletti, tutela territorio è e sarà priorità. L'abbattimento è avvenuto 50 anni dopo il blocco dei lavori e una lunga battaglia giudiziaria

L'ecomostro di Alimuri è stato demolito da 60 chili di esplosivo. Il rudere del maxi albergo si è accartocciato su se stesso per effetto di 1200 microcariche esplosive. L'abbattimento è avvenuto 50 anni dopo il blocco dei lavori e una lunga battaglia giudiziaria. Dal mare, a bordo di una nave veloce messa a disposizione dalla Snav, la demolizione trasformata in un evento-spettacolo è stata seguita da circa 250 invitati, vip e giornalisti. Sulla spiaggia di Meta di Sorrento si sono raccolte alcune centinaia di persone. Qualcuno, approfittando della temperatura mite e dello scirocco, ha fatto anche il bagno. Sulla spiaggia anche alcune scolaresche ed una quarantina di barche che hanno seguito l'evento dal mare.

 ''La giornata di oggi - ha detto il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, in un messaggio inviato al Comune di Vico Equense (Napoli) -  possa servire a dare un segnale chiaro ai cittadini: e cioè che la tutela del nostro territorio è e sarà priorità delle amministrazioni locali e del Governo nazionale''. Per mettere in sicurezza il territorio ''serve un profondo cambio di mentalità: le amministrazioni locali devono avere il coraggio e la serietà di vietare le costruzioni in zone ad alto rischio idrogeologico. Occorre il ripristino dei luoghi in cui si è costruito in violazione delle basilari leggi di natura''.

 A Galletti ''preme contribuire a questo importante momento. Un avvenimento che, come sottolineato dal primo cittadino Gennaro Cinque nella lettera inviatami, è fondamentale per il territorio della Penisola Sorrentina. Ma non solo. C'è tanto da fare per rimediare ai drammatici errori del passato e dobbiamo partire da ciò che è più logico, ma purtroppo non scontato. La prima battaglia che abbiamo il dovere di portare avanti è infatti una battaglia culturale, per promuovere atti responsabili da parte di tutti nella tutela dell'ambiente. Sarebbe un grave errore pensare di poter riuscire a mettere in sicurezza il nostro Paese se non poniamo al primo posto la difesa del territorio: è nostro dovere custodirlo, perché non ci appartiene; è nostro dovere preservarlo, per consegnarlo migliore ai nostri figli''. ''Ognuno - dice il ministro - è chiamato a fare la sua parte, Enti locali e Stato centrale, perché in tema di prevenzione le accortezze non bastano mai, per evitare incidenti come quelli già visti e che da anni si ripetono drammaticamente. Da Ministro dell'Ambiente, non posso dunque che appoggiare pienamente la vostra azione odierna, che rappresenta senza dubbio una vittoria della tutela ambientale sulla cementificazione selvaggia. Da parte mia, continuerò a lavorare con tenacia perché in futuro non ci sia più il bisogno di demolire ciò che sconsideratamente l'uomo ha costruito deturpando il paesaggio e violentando il territorio'', conclude Galletti.

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