COVID: il punto in Calabria

Sindacati Calabria, no scuole chiuse ipotizzate da Spirlì

(ANSA) - CATANZARO, 18 FEB - Sindacati della scuola sul piede di guerra in Calabria dopo l'annuncio del presidente ff della Regione Nino Spirlì dell'avvio della vaccinazione del personale con contestuale chiusura delle scuole e avvio della Dad per almeno 15 giorni. Intenzione ribadita anche stamani. "Abbiamo da vaccinare - ha detto Spirlì - 130mila anziani, in più carabinieri, poliziotti, vigili del fuoco e guardia di finanza, ai quali si devono sommare i 58mila operatori scolastici. Non abbiamo la possibilità, oltre al personale sanitario che si sta rendendo disponibile costantemente, di inserire ulteriori amministrativi per andare a calendarizzare comune per comune, distretto per distretto le eventuali partecipazioni del personale scolastico".
    Affermazioni alle quali Cgil, Cisl, Uil, Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola Rua, Snals Confsal, Gilda hanno risposto proclamando lo stato di agitazione del settore e chiedendo l'intervento del Prefetto di Catanzaro per l'apertura di una procedura di conciliazione. A Spirlì i sindacati contestano l'ordinanza con cui ha previsto la possibilità di fare scegliere alle famiglie la Dad, il "caos e disorientamento" della categoria per le vaccinazioni "senza riferimenti normativi ed indicazioni precise" e la "volontà, più volte manifestata, di chiudere le scuole".
    In attesa di vedere come la situazione evolverà, in Calabria oggi si registrano 166 positivi (ieri 170) e due vittime con il totale che sale a 659. Calano di 6 i ricoverati in area medica (173) mentre crescono di 2 i ricoverati in terapia intensiva (20). In flessione i casi attivi, passati dai 6.531 di ieri ai 6.465 di oggi. In questo contesto, la provincia che evidenzia un rialzo consistente, secondo i dati della Fondazione Gimbe, è quella di Vibo Valentia dove, nella settimana 10-16 febbraio, l'incremento dei positivi ha avuto un aumento superiore al 5% contro il 3,6 della regione dove sono sotto soglia di saturazione i posti letto in area medica e terapia intensiva occupati da pazienti Covid-19, rispettivamente al 22 e al 13%.
    Calabria che, evidenzia Fondazione Gimbe, è fanalino di coda per la popolazione che ha completato il ciclo vaccinale, pari al 1,46% contro una media nazionale del 2,18%. (ANSA).
   

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