Scuola:Spirlì, ricorso a Tar contro ordinanza, scandalizzato

'Sono pronto a combattere fino all'ultimo secondo'

(ANSA) - CATANZARO, 07 GEN - Un ricorso al Tar di Catanzaro è stato presentato da un gruppo di genitori contro l'ordinanza del presidente ff della Regione Calabria Nino Spirlì che ha stabilito la chiusura di scuole elementari e medie fino al 15 gennaio e delle superiori al 31. Lo ha reso noto lo stesso Spirlì in una diretta Facebook definendosi "scandalizzato". "E' l'ennesimo ricorso - ha detto Spirlì - dei soliti genitori contro un'ordinanza che vuole tutelare la salute dei ragazzi dei loro familiari delle persone deboli che vivono nelle nostre case. Sono pronto a combattere fino all'ultimo secondo".
    Già una precedente ordinanza di Spirlì che, il 14 novembre scorso, chiudeva le scuole fino al 28 novembre, era stata oggetto di un ricorso al Tar che il 23, l'aveva sospesa in attesa dell'udienza di merito che si è svolta successivamente alla scadenza del provvedimento.
    Spirlì, in riferimento al nuovo ricorso, ha definito "oltraggioso e vergognoso questo braccio di ferro che il solito gruppo di genitori che si sentono forti per una certa loro posizione. Mi auguro - ha aggiunto - che come sempre i magistrati sappiano leggere le carte e che si ricordino della scritta presente anche nelle aule di giustizia: la legge è uguale per tutti. Questa ordinanza - ha detto rivolgendosi a chi ascoltava la sua diretta Facebook - va difesa da voi, utilizzate i social, tutti i mezzi legali che potete. Questa non è una mia presa di posizione è una difesa dei ragazzi in un un momento in cui ci dice che l'Rt in Calabria è 1,14 in salita. Vuol dire essere in zona arancione/rossa. Se il Cts ha dato parere al Governo che in Calabria non si può andare a votare non si può fare campagna elettorale e tutto ciò che ne consegue tra adulti, mi dovete dire come è possibile che ci sia una giustizia che mi dice che gli adulti non si possono incontrare e i ragazzi sì.
    Sappiate che non c'è una responsabilità della Giunta e della politica, C'è qualcuno che vuole andare in senso contrario al buon senso. Adesso, cari genitori che fate ricorso, bisognerà che vi poniate davanti a tutti gli altri genitori, e sono decine di migliaia che non vogliono didattica in presenza ma quella a distanza che la stanno seguendo benissimo sia da insegnanti che da ragazzi". (ANSA).
   

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