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Lapid, 'vogliono dittatura in Israele, non ci faremo silenziare'

Media, circa 60 mila a protesta contro riforma giustizia

13 febbraio, 15:08

(ANSAmed) - TEL AVIV, 13 FEB - "Noi siamo qui solo per pagare le tasse e mandare i nostri figli nell'esercito. Non ci chiuderemo nelle nostre case quando provano a mutare Israele in una oscura dittatura e costringerci al silenzio": lo ha detto, intervenendo a Gerusalemme alla protesta contro la riforma del sistema giudiziario, Yair Lapid, leader dell'opposizione al governo di Benyamin Netanyahu. "Fingono di non sentire, fingono che non gli importi ma - ha aggiunto riferendosi al governo - ascoltano e hanno paura. Secondo prime stime dei media alla dimostrazione sono presenti circa 60 mila persone.

In un tripudio di bandiere israeliane e della pace innalzate dai manifestanti con slogan in difesa della democrazia e della Corte Suprema, Lapid riferendosi alla legge di riforma ha ammonito che "se continuerà questa pazzia, non ci si può parlare di unità". "Non c'è unità - ha spiegato, citato dai media - quando solo una parte detta le regole". "Popolo di Israele - ha concluso - combatteremo nelle strade, combatteremo fino a che vinceremo".

Oltre a Lapid hanno parlato anche il centrista Benny Gantz e il leader dei Laburisti Merav Michaeli. Alcune persone che partecipavano alla protesta hanno tentato di raggiungere le strade antistanti la Knesset, dove il governo in Commissione faceva avanzare in prima lettura la contestata legge.

Uno dei punti approvati - oltre quello che riforma il Comitato che nomina i giudici affidando la supremazia all'esecutivo - c'è l'altro, scritto dal presidente del Comitato Simcha Rothman (Sionismo religioso), che limita il controllo della Corte Suprema su questioni fondamentali. (ANSAmed).

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