Giovannini,sostenibilità aiuta imprese anche con la crisi

Portavoce Asvis, Ue indica direzione marcia. E' scelta obbligata

Redazione ANSA ROMA

- "Essere un'impresa sostenibile fa bene all'impresa. Lo faceva prima e lo fa anche adesso" con la recessione. Lo afferma il portavoce dell'Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASvis) Enrico Giovannini al Forum ANSA 2030 cui ha partecipato anche il capo dipartimento Istat Roberto Monducci il quale ha ricordato l'indagine sulle imprese secondo cui fra le aziende con alto dinamismo si registrano le maggiori percentuali di strategie di risposta (riorganizzazione, espansione). Queste, tuttavia, sono anche più esposte a maggiori mpatti potenziali dal lato domanda e offerta data la maggiore apertura nazionale e internazionale. Per Giovannini queste imprese hanno "Una direzione di marcia" e ha ricordato come "il piano europeo" improntato sulla sostenibilità guiderà le scelte delle aziende. "Per un'azienda che deve ripensare il proprio futuro, non per i prossimi mesi ma per i prossimi anni quella è una scelta obbligata" ha rilevato. 
  Il governo ha messo in campo "interventi di enorme portata, i più rilevanti fra quelli messi in campo nei paesi avanzati" perchè "non possiamo permetterci" di "aggravare le diseguaglianze che già esistevano e crearne nuove". E' quanto ha afferma il viceministro dell'economia Antonio Misiani al Forum. Misiani ha ricordato come durante il lockdown circa il 12% delle famiglie non aveva una linea internet o device per far seguire ai figli le lezioni online "negando un diritto costituzionale". Per fronteggiare la recessione, l'esecutivo, ha aggiunto Misiani ha avviato un'azione "poderosa di politica economica con interventi pari a 75 miliardi di indebitamento netto" e "740 miliardi di garanzie sulla liquidità. Misiani ha poi aggiunto come per l'Italia serva "un nuovo modello di sviluppo che le serviva già prima e a maggior ragione ora. Una strada che coniughi crescita e sostenibilità. 

Oltre un terzo delle aziende oggetto dell'indagine speciale Istat (già diffusa lo scorso 15 giugno) vede "seri rischi di sostenibilità delle attività" e a causa della recessione innescata dal Covid con un "indice di rischio operativo elevatissimo in molti settori come il trasporto aereo, le attività sportive, la ristorazione o l'intrattenimento" ha spiegato il capo dipartimento per la produzione statistica dell'Istat Roberto Monducci sottolineando come inoltre oltre la metà delle 90mila imprese del campione prevede una "mancanza di liquidità per fare fronte alla spese da ora fino alla fine del 2020". Circa due terzi di queste "hanno avuto una riduzione di oltre il 50% del fatturato nel bimestre marzo-aprile". Il viceministro all'Economia ha ribadito che il governo si impegnerà "nelle prossime settimane verso l'obiettivo di costruire il recovery plan" e presentarlo "a settembre" e, ha detto, lo "farò non nel chiuso delle stanze ma dialogando e confrontandosi con le forze produttive e la società civile"

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