Cura Italia, donne d'impresa,serve riconversione sostenibile

Aidda, riduciamo al minimo gli impatti della pandemia sui Sdgs

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 25 MAR - Le imprenditrici e dirigenti italiane consapevoli che il decreto Cura Italia è un intervento di emergenza chiedono al più presto un intervento strutturale che possa ridare respiro e prospettive all'economia e alle aziende italiane in chiave di sostenibilità . E' questo in estrema sintesi il senso di un documento realizzato dall' Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti di Azienda (Aidda).
    Ricordando che le donne possiedono quasi il 22% di imprese italiane e producono 290 miliardi di Pil all'anno, l'Aidda avanza una serie di osservazioni sia sul decreto Cura Italia, sia sui necessari prossimi provvedimenti economici. In particolare per l'Aidda sono inutili e troppo brevi i termini di slittamento dei pagamenti ed il pagamento delle somme sospese dovrebbe essere rateizzato a partire dal 1 gennaio 2021; insufficienti anche le misure per il sostegno finanziario delle imprese; insufficienti le previsioni per i lavoratori autonomi e partite IVA discriminati rispetto ad altri lavoratori.
    Sul fronte del prossimo intervento Aidda chiede forti investimenti infrastrutturali da parte dello Stato anche finalizzati a supportare la riconversione di un sistema economico in chiave sostenibile; aiuti diretti o indiretti alle imprese ; un potente intervento dello Stato in "alleanza" con il settore privato per la salvaguardia e la ristrutturazione di aziende di natura strategica; misure di temporaneo aggiustamento delle disposizioni sulla perdita del capitale delle imprese e sull'operatività degli indici della crisi; azione di pressione per la semplificazione dell'accesso e della rendicontazione inerenti i Fondi Europei; misure a sostegno delle donne e della uguaglianza di genere.
    In questa fase infatti, spiegano le donne dell' Aidda, è necessario tenere conto delle implicazioni di genere che la quarantena può comportare, prevedendo maggiori risorse per la protezione e l'assistenza dalla violenza di genere. A queste misure si dovranno aggiungere anche iniziative post emergenziali, per ridurre al minimo gli impatti negativi della pandemia di COVID 19 sul genere e proseguire nel raggiungimento degli obiettivi dell'Agenda Onu per lo sviluppo sostenibile 2030.
   

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