Enel: Tamburi, molto impegnati su chiusura centrali carbone

Al 2025. È il punto di fondo della transizione dell'Italia

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 20 GEN - Il "punto di fondo" della decarbonizzazione e della transizione in Italia "è la chiusura delle centrali a carbone. Ce ne sono ancora cinque, quattro sono nostre. Noi siamo molto impegnati a rispettare l'obiettivo del 2025, che sarà un po' lo spartiacque come anno e come immagine per il sistema Paese". Lo afferma il direttore Italia di Enel, Carlo Tamburi, in un'audizione alla Commissione Esteri della Camera, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sull'azione internazionale dell'Italia per l'attuazione dell'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. "Poter abbandonare completamente e definitivamente la produzione a carbone - continua Tamburi - riteniamo che possa essere veramente il cambio di passo che ci siamo prefissati e che stiamo perseguendo con il supporto di tutte le istituzione, del governo, del Parlamento, di Terna e dell'Autorità".
    "Lo smantellamento delle centrali a carbone è il punto centrale della nostra strategia", sottolinea Tamburi. Il direttore Italia dell'Enel spiega: "abbiamo ottenuto, qualche settimana fa, la chiusura di uno dei tre gruppi di Brindisi dal primo gennaio. Abbiamo avuto l'autorizzazione per chiudere a Fusina due piccole unità già quest'anno, in anticipo rispetto al 2025. E poi stiamo discutendo per La Spezia con le autorità", mentre Civitavecchia "sarà forse un po' più avanti".
    Un caso "diverso e separato" è invece quello del Sulcis, spiega Tamburi, perché "la sostituzione di quell'impianto a carbone deve essere integrata nella strategia di politica industriale della Regione" legata allo sviluppo del distretto dell'alluminio dopo gli accordi con il ministero dello Sviluppo economico per far ripartire la produzione di Alcoa e Eurallumina.
    Gli impianti a carbone, continua Tamburi "dovranno essere sostituiti da impianti molto più piccoli, molto più efficienti, che funzioneranno meglio e funzioneranno meno, a gas". "Saranno piccoli impianti a ciclo aperto -illustra - che possono essere anche trasformati in cicli combinati, in funzione di quanto sugli stessi territori ci sarà la penetrazione delle rinnovabili". "Su questo - conclude - stiamo facendo l'iter autorizzativo con gli enti preposti".
    Il direttore Italia dell'Enel è intervenuto anche sui nuovi obiettivi europei di riduzione delle emissioni indicando che immagina "di raggiungere quegli obiettivi europei, che saranno traslati a livello nazionale dal Pniec, già al 2023". "Siamo in largo anticipo - osserva - perché noi vogliamo essere non solo i leader ma proprio i trainanti della transizione energetica. La produzione italiana di energia di fonti rinnovabili da parte di Enel raggiungerà circa il 65% del totale nel 2023, in crescita dalla stima del 56% nel 2020, secondo i dati presentati alla Camera. (ANSA).
   

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