Australia: ministra non obbligata a tutelare giovani per clima

Accolto appello nella causa intentata da 8 studenti e una suora

Redazione ANSA SYDNEY

(ANSA) - SYDNEY, 17 MAR - Nel considerare progetti di sviluppo di combustibili fossili, come miniere di carbone, la ministra australiana dell'Ambiente Sussan Ley non ha il dovere di proteggere i giovani dalla crisi climatica. La corte federale, in seduta plenaria, ha accolto l'appello presentato dalla ministra dopo che otto studenti di scuola media e un'anziana suora avevano aperto una causa in merito alla possibile estensione di una miniera di carbone presso Gunnedah nell'entroterra di Sydney.
    Lo scorso maggio la corte aveva dato ragione ai querelanti e attestato che l'estensione della miniera avrebbe rilasciato nell'atmosfera 100 milioni di tonnellate di CO2, causando un notevole aumento del riscaldamento globale. Ieri la stessa corte in seduta plenaria, ha ribaltato il giudizio decidendo che non era obbligata a valutare il danno che il cambiamento climatico infliggerebbe ai più giovani nel considerare l'approvazione di nuovi progetti di combustibili fossili.
    I giovani che avevano intentato la class action si erano conosciuti attraverso il movimento di 'sciopero della scuola per il clima' avviato da Greta Thunberg, sostenuti da Brigid Arthur, 87 anni, loro custode nella causa, intendono ora valutare un appello davanti all'Alta Corte. "Questo non ci scoraggia nella nostra lotta per un futuro sicuro. La corte federale può aver accettato gli argomenti legali del ministro sopra i nostri, ma questo non cambia il suo obbligo morale di intervenire sul cambiamento climatico, ha detto la leader del gruppo Anj Sharma di 17 anni, fuori della corte. "Non cambia la scienza. Non estingue gli incendi o ferma le alluvioni. Non fermerà la nostra azione per la giustizia climatica", ha aggiunto. (ANSA).
   

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