Economia circolare, con Viving la forza alle piccole azioni

Dalla Circular fashion alla cura delle piazze un 'suffisso' per il futuro

Redazione ANSA ROMA

(Di Monica Paternesi) (ANSA) - ROMA, 6 FEB - Oltre 3.000 abiti raccolti in poco più di 3 settimane da donare, rigenerare o immettere nel circuito del vintage; un gioco di ruolo per sensibilizzare sui temi della moda circolare; un corso di educazione per gli studenti dei licei e molte altre idee in cantiere per il prossimo futuro.
    E' questo il breve e vivace curriculum di Viving, nuova e giovane realtà romana di volontariato dedicata ai temi della sostenibilità ambientale e della cittadinanza attiva. Una realtà nata da poco, ma che ha concluso con successo il primo progetto sulla circular fashion e la riduzione dell'impatto ambientale dell'industria tessile. Viving è stata creata poco più di un anno fa da Claudia Chimenti, giovane manager romana di 30 anni.
    Claudia è la sorella di Virginia Chimenti, cooperante Onu, una lunga militanza scout, morta a 26 anni il 10 marzo 2019 nel disastro dell'Etyopian Airlines mentre si stava recando in Africa per lavoro con altri colleghi. Virginia, Vivi, per tutti.
    E ora Viving, che nata con un meraviglioso suffisso di "idee, attività e progetti per il futuro vuole essere un puzzle che rappresenterà Virginia per gli anni a venire", come spiegano Claudia e gli altri Vivers presentando l'associazione.
    Il primo progetto ha decisamente funzionato. Sono partiti in 6 ed ora sono in 130 con una comunità social di oltre 1.300 persone. "Tutto per noi è iniziato con il progetto "Saving Rudolph" (la renna di Natale, ndr) all'interno del villaggio di Natale Magic City ospitato dalla Luiss in collaborazione con LabGov e Youngethos nel periodo pre-festivo dove abbiamo fatto sensibilizzazione sul tema della moda circolare a tutti i ragazzi che hanno frequentato il mercatino, confrontandoci e discutendo", spiega Claudia Chimenti. "Al contempo durante le settimane di presenza a Magic City abbiamo raccolto abiti usati con l'obbiettivo di dargli una seconda vita: donandoli, rigenerandoli e rimettendoli in circolo. Siamo arrivati a oltre 3.000 capi! Ora siamo nella fase del Donare e abbiamo già consegnato alla Caritas di Roma abiti che ci avevano richiesto e continueremo nei prossimi fine settimana con case famiglia e centri indicateci dal II Municipio, anche in collaborazione con altre associazioni che operano sul territorio.
    Durante l'estate organizzeremo poi un evento in cui continuare a sensibilizzare su questo tema creando un vero e proprio momento dedicato al "Circular Fashion" aperto a tutti".
    E poi, continua Claudia, "essendo l'educazione alla sostenibilità cardine della nostra cultura associativa abbiamo anche iniziato a portare questo tema nelle scuole con "Viving school" . Intanto sta partendo un nuovo progetto, stavolta dedicato alla riqualificazione di una piazza.
    "Vorremmo far si che le persone riconoscano in noi la possibilità del cambiamento e auspichiamo che tutti capiscano l'importanza di informarsi e analizzare criticamente le notizie", scrivono i Vivers sul loro sito. "Vorremmo dimostrare che un altro modo di fare le cose è possibile, rispettando l'ambiente e dando valore alle cose al di là del loro prezzo. E questo è possibile attraverso piccole scelte. Desideriamo richiamare l'attenzione delle persone sui piccoli gesti quotidiani e sulla risonanza che hanno nell'ambiente che ci circonda. Con lo scopo per tutti di diventare la versione migliore di noi stessi". (ANSA).
   

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