Oltre 50% investitori ignora finanza sostenibile

Indagine Consob.Giovannini,futuro pieno di shock.Cambiare passo

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 14 DIC - Cresce l'attenzione per gli investimenti sostenibili e verso i fattori Esg che privilegiano aspetti di natura ambientale, sociale e di governance. Ma più della metà degli investitori e il 45% dei consulenti "dichiarano di non avere nemmeno una conoscenza di base dei prodotti finanziari responsabili".
    E' quanto emerge dall'indagine della Consob "Mirroring consulente-cliente. Sostenibilità e investimenti" in cui si rileva che il 40% dei clienti tiene molto in considerazione gli impatti ambientali e sociali delle proprie scelte finanziarie e di investimento anche se solo il 19% dichiara di possedere prodotti finanziari sostenibili e solo il 13% si ritiene ben informato a fronte di un 26% che si riconosce una conoscenza di base".
    Nel rapporto viene comunque evidenziato "un caveat" da tener presente nell'interpretazione dei dati legato all'emergenza pandemica: l'indagine, essendo stata condotta nel mese di gennaio 2020, "non riflette il rinnovato dibattito sui temi dell'economia circolare e della finanza sostenibile, stimolato dall'emergenza epidemiologica, che verosimilmente coinvolgerà sempre più anche l'industria finanziaria" e spingerà l'offerta di prodotti Esg. "Siamo di fronte a un fenomeno strutturale", spiega il portavoce dell' ASviS , Enrico Giovannini, la realtà di oggi impone "un cambiamento di passo" e "gestire investimenti in un futuro pieno di shock". Dal 2008 in poi si sono succedute una serie di crisi e "uno degli elementi che segnala la non sostenibilità del nostro modello di sviluppo è la frequenza delle crisi", ha spiegato Giovannini. Per questo è necessaria la "formazione ripetuta a un paradigma diverso, basato sul concetto di resilienza trasformativa" ha aggiunto e la finanza "dovrà imparare a riconoscere le imprese e i settori resilienti" perchè "il tema centrale è quale sia il ruolo della finanza per correggere le distorsioni dei mercati che non hanno saputo gestire i rischi del cambiamento climatico e che rischiano di non saper gestire altri rischi". Per il momento, dall'indagine emerge un disallineamento nella comunicazione consulente-cliente che può condizionare le scelte di investimento. In particolare, i dati rivelano "una divergenza rispetto all'importanza assegnata agli aspetti finanziari (rendimento, rischio e costi) e all'impatto Esg di un investimento". Il 28% degli investitori assegna priorità assoluta ai profili finanziari mentre il 12% segnala come prioritaria la performance Esg. Inoltre per un terzo degli intervistati l'aspetto finanziario prevale purché non vada a discapito della sostenibilità e il restante 27% dà priorità ai profili Esg, purché non venga pregiudicata la performance finanziaria. Per i consulenti, invece, prevale l'opinione che l'attenzione dei clienti si concentri sulle performance finanziarie sia quale unico obiettivo (37% dei casi) sia come obiettivo vincolato alla sostenibilità (31%). (ANSA).
   

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