Ue: aziende troppo orientate al breve termine, poco a Esg

Commissario Reynders, iniziativa per una governance sostenibile

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 04 AGO - La visione troppo a breve termine delle aziende europee entra nel mirino della Commissione europea. Il rapporto "Study on directors' duties and sustainable corporate governance" indica che le aziende puntano troppo sulla massimizzazione del valore a breve termine per gli azionisti rispetto agli interessi a lungo termine dell'impresa e alla sostenibilità e individua cause e possibili risposte politiche a questo fenomeno.
    "Mi impegno per una gestione delle aziende più sostenibile", ha dichiarato il commissario europeo alla Giustizia, Didier Reynders, in una nota, precisando che intende "incoraggiare le imprese a inquadrare le decisioni in termini di impatto ambientale, sociale e umano nel lungo termine, piuttosto che sui profitti a breve termine".
    Commentando lo studio, il commissario dice di "veder supporto per norme vincolanti che riguardano sia i doveri degli amministratori sia la due diligence" e annuncia il lancio di un'iniziativa della Commissione per una corporate governance sostenibile con una consultazione pubblica che partirà in autunno.
    "L'obiettivo - dice Reynders - è permettere alle imprese di superare le pressioni a breve termine e agire nel migliore interesse a lungo termine dell'azienda e al tempo stesso responsabilizzarle per la sostenibilità della loro condotta. Questo porterà benefici sia per la sostenibilità delle imprese sia per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030 e degli obiettivi dell'accordo di Parigi sul clima".
    Dallo studio emerge una "chiara tendenza" al rialzo nella remunerazione degli azionisti rispetto ai ricavi e un calo degli investimenti, sempre rispetto ai ricavi. I risultati suggeriscono inoltre che ci sia una pressione crescente da parte degli investitori e una carenza di attenzione, nelle strategie, ai rischi e alle opportunità della sostenibilità. Lo studio segnala, poi, problemi nella struttura della remunerazione dei consiglieri di amministrazione e delle loro competenze, poco coinvolgimento degli attori sociali nei processi di decisione e uno scarso rispetto dei doveri degli amministratori per quanto riguarda gli interessi a lungo termine della società. (ANSA).
   

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