Coronavirus: Pri, 7 azioni per gli investitori responsabili

Impegno a ridurre l'impatto su salute e disuguaglianze

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 09 APR - Sette azioni immediate sono la risposta chiesta agli investitori che si definiscono responsabili da l'Un Pri (United nations Principles for responsible investments) di fronte alla emergenza del Coronavirus. Gli investitori che aderiscono all'iniziativa sono chiamati a sostenere le società sostenibili, "anche se questo limita i rendimenti a breve termine" e, come prima azione, intervenire in quelle che, al contrario, non stanno proteggendo i lavoratori e stanno dando la priorità ai compensi dei dirigenti o ai rendimenti nel breve.
    "La pandemia di Covid-19 è una seria minaccia non solo alla salute globale - si legge in un bollettino - ma alle nostre comunità, alle nostre economie e ai nostri investimenti". "Come prestatori di capitale a lungo termine, gli investitori possono e devono agire per ridurne l'impatto", continua il testo, sulla salute fisica e mentale della popolazione, sulla durezza della recessione e sull'ampliamento delle disuguaglianze. In quest'ottica, la seconda azione necessaria, per l'Un Pri, è l'attenzione a quelle aziende e i governi che usano la pandemia come scusa per comportamenti nocivi. In questo caso l'esempio è quello di un possibile aumento della deforestazione legato alla crescita della domanda di prodotti a lunga conservazione come carne in scatola o biscotti contenenti olio di palma.
    La terza azione a cui sono chiamati gli investitori è, poi, una rifocalizzazione delle priorità alla luce dell'emergenza, la quarta sono pressioni per incoraggiare governi e aziende a prendere le misure appropriate a fronte della pandemia, la quinta è intervenire nelle assemblee dei soci, possibilmente da remoto, con domande e prese di posizione. Le ultime due azioni riguardano, infine, il sostegno a aziende, debitori e governi in difficoltà con più flessibilità e mantenere l'attenzione sul lungo periodo nelle scelte di investimento.
    Quando poi inizierà a rientrare l'emergenza sanitaria, per l'Un Pri, "l'approccio alla ripresa dovrà essere in linea con due priorità: in particolare l'emergenza del clima e della biodiversità e il livello delle disuguaglianze. (ANSA).
   

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