Cingolani, Cina e India chiesto più tempo per 1,5 C

Kerry ai giovani, boicottate le società non virtuose

Redazione ANSA ROMA

di Valentina Accardo e Stefano Secondino (ANSA) - ROMA, 16 NOV - Cina e India a Glasgow hanno detto: se volete che accettiamo anche noi l'obiettivo di stare sotto 1 grado e mezzo di riscaldamento globale, dovete darci più tempo.
    Tre giorni dopo la chiusura della Cop26, il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha raccontato così l'esito della conferenza sul clima, all'evento Green&Blue organizzato da Repubblica. L'inviato sul clima del presidente Biden, John Kerry, ha ribadito che Glasgow è stata un successo, e ha lanciato un appello ai giovani: "Boicottate le società non virtuose sul clima".
    L'esito della Cop26 è controverso. Per alcuni è stata un successo: obiettivo di mitigazione portato a 1,5 gradi, revisione degli impegni di decarbonizzazione degli stati nel 2022, primo accenno in un documento internazionale alla riduzione di centrali a carbone e sussidi alle fonti fossili, fissazione delle norme per l'applicazione dell'Accordo di Parigi e per il mercato globale delle emissioni.
    Per altri, la Cop è stata un fallimento: nulla di fatto per gli aiuti ai paesi poveri e vulnerabili, solo promesse sul resto, l'impegno a eliminare centrali a carbone e sussidi alle fossili saltato per l'opposizione di Cina e India. Greta Thunberg oggi lo ha detto chiaramente: i risultati della conferenza sono "ancora più vaghi del solito. Sono riusciti ad annacquare il bla bla bla".
    Cingolani ha raccontato che "ci sono questi due grossi paesi, che producono forse il 40% della Co2 totale e fanno quasi 3 miliardi di abitanti. A Glasgow hanno detto: se volete che noi aderiamo all'obiettivo di 1,5 gradi invece che a 2 gradi, ci dovete consentire di farlo più lentamente. Non riusciamo a cambiare tutto in un attimo. Indiani e cinesi ci dicono: 'avete inquinato fino ad ora, e ora che cresciamo noi, ci dite che non possiamo inquinare'".
    E lì, ha aggiunto Cingolani, "si è vista la difficoltà di trovare un accordo che vada bene a quasi 200 Paesi, con esigenze molto diverse tra loro. Vogliamo fare la conferenza mettendo insieme quelli che hanno i castelli e quelli che non hanno neanche una casa. Credo che sia un format su cui bisogna riflettere".
    Per John Kerry, in collegamento da Parigi, a Glasgow "molto è stato raggiunto", e la Cop26 "ha alzato l'obiettivo delle ambizioni del mondo. Abbiamo adottato un piano che manterrà vivo l'obiettivo di 1,5 gradi". Poi ha aggiunto: "Per la prima volta e' stato affrontato il tema del carbone. E in questi paesi" come Cina e India, "prima di eliminare il carbone, devi diminuirlo".
    Kerry ha lanciato anche un appello inusuale per un ministro Usa: "I giovani dovrebbero boicottare i prodotti delle società che non fanno sforzi per la transizione".
    Diverso il giudizio sulla Cop26 del fisico italiano Giorgio Parisi, fresco di Premio Nobel, che ha parlato di esito "deludente": "L'impegno di mantenere il riscaldamento entro 1,5 gradi non è stato fatto in modo che ci sia una scaletta precisa dei provvedimenti". Martina Comparelli di Fridays for Future ha definito Glasgow "un flop clamoroso". Giudizio simile per lo scrittore americano Jonathan Safran Foer: "Le promesse fatte non significano molto". Meno pessimisti gli italiani: da un sondaggio Sgw per Green&Blue, solo uno su 3 pensa che la Cop sia stata un'occasione sprecata.
    Il ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, al convegno di Repubblica ha detto che "a Glasgow il settore privato ha capito che la transizione ecologica è il futuro. Lo hanno capito la mobilità e la finanza". Ed il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ribadisce: "bisogna agire subito". (ANSA).
   

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