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Alta sostenibilità: puntare sulla mobilità sostenibile per rendere le città più vivibili

Se n’è discusso su Radio Radicale nella rubrica ASviS condotta da Manieri e Po, ospiti Donati, Giovannini, Granelli

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La mobilità sostenibile come chiave per trasformare le nostre città rendendole più connesse e vivibili per le persone. In questa ottica, una svolta importante può arrivare dai fondi europei del Next Generation Eu e dal modo in cui il governo deciderà di utilizzarli. Di questo e di altro si è discusso durante la puntata della rubrica ASviS “Alta sostenibilità” dal titolo “Mobilità sostenibile, la logistica e la geografia italiana, le città come nuove fabbriche da organizzare e vivere”, andata in onda il 5 aprile su Radio Radicale e condotta da Valeria Manieri e Ruggero Po. Ospiti della puntata: Anna Donati (Kyoto club e portavoce dell’Alleanza per la mobilità dolce), Enrico Giovannini (ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili), Marco Granelli (assessore alla Mobilità e ai lavori pubblici del Comune di Milano).

“Il primo punto su cui dobbiamo concentrarci riguarda le scelte degli individui”, ha esordito Giovannini, “stiamo assistendo a un cambiamento profondo verso diverse forme di mobilità, più sostenibili, che attiene al modo di vivere le città. Per esempio, tantissime imprese stanno pensando di usare in forma duratura, anche se diversa da quella attuale, lo smart working. Questo avrà implicazioni enormi sul tema della mobilità. Non possiamo immaginare di separare le città dal sistema complessivo dei trasporti. Il cambio del nome del mio ministero non è infatti soltanto una dichiarazione per il futuro ma è una presa di coscienza del presente”.

Il ministro Giovannini si è poi soffermato sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), uno strumento fondamentale per l’ottenimento dei fondi Next Generation Eu, che il governo deve consegnare nelle mani della Commissione europea entro la fine di aprile. “In queste settimane abbiamo lavorato per aggiornarlo e modificarlo, di sicuro ci sarà un investimento importante sui porti, anche in chiave sostenibile. Altro aspetto importante è quello del trasporto merci: ci sono fondi consistenti per connettere per esempio porti e infrastrutture in una direzione che crei sistema”, ha dichiarato Giovannini.

Per capire come questa trasformazione si traduca poi sul territorio, Granelli ha sottolineato gli obiettivi che il Comune di Milano, uno dei più grandi d’Italia, si è posto.  “Dobbiamo cercare di tenere un equilibrio sfruttando al massimo le diverse forme di mobilità a nostra disposizione. Stiamo pensando a come riqualificare diversi spazi della città, puntando anche a una trasformazione della logistica. L’obiettivo è creare nei quartieri degli spazi vivibili e di connessione, perché anche questa è mobilità. Riuscire a governare spazi e tempi è la sfida delle città e questo va fatto insieme con tutti, governo, associazioni e società civile. A Milano stiamo lavorando anche per connettere meglio la città con l’area metropolitana. Importanti poi saranno gli interventi sul suolo pubblico, per aumentare la qualità dell’abitare”.

Infine, Donati, pur sottolineando che la cifra prevista per investire sul trasporto ferroviario sia “importante”, ha evidenziato alcuni limiti presenti nell’ultima versione del Pnrr del precedente governo Conte, su cui porre rimedio: “Gli investimenti sul trasporto ferroviario sono stati ingenti e nel Pnrr continuano a esserlo, tuttavia è possibile fare qualche obiezione sulla loro qualità. Bene che si sia deciso di non investire in nuove autostrade, visto che si deve puntare sul trasporto ferroviario e collettivo. Consideriamo però che, dei 27 miliardi totali dedicati nel Pnrr ai trasporti ferroviari, solo otto miliardi sono indirizzati alle ferrovie locali e ai nodi metropolitani. Voglio ricordare che le persone che si spostano ogni giorno in genere non fanno più di dieci chilometri: va benissimo l’alta velocità ma dobbiamo fare molto di più, ad esempio velocizzando le ferrovie esistenti, in particolare quelle locali”.

di Ivan Manzo

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