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Per un'Europa sostenibile serve maggior protagonismo dei cittadini

Scelte di consumo responsabili e transizione verde. Questi alcuni dei temi affrontati nel corso dell’evento organizzato da Cittadinanzattiva, Ecu e ASviS

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Si è tenuto online, martedì 16 febbraio, l’evento “​Making sustainability an easy choice for Eu citizens" organizzato da Cittadinanzattiva, European consumer union (Ecu) e dall’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS) con l’obiettivo di presentare il gruppo interistituzionale informale "​SDGs for well-being and consumers’ protection".

Ad aprire l’evento è stato Mariano Votta, direttore del network Cittadinanzattiva e segretario generale di Ecu, il quale ha ricordato come la principale finalità dell’intergruppo sia quella di connettere la società civile e le istituzioni europee per perseguire gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs secondo l’acrononimo inglese) a livello europeo. “Siamo convinti che il rafforzamento del ruolo dei cittadini e dei consumatori debba essere il pilastro della transizione verso un’Europa più sostenibile” -  ha affermato.

Il primo intervento è stato a cura di Liene Balta, policy officer della Commissione europea nella Direzione generale della giustizia e dei consumatori, che ha spiegato come le politiche sui consumatori messe in campo dalla Commissione contribuiscano alla realizzazione dell’Agenda 2030. Balta ha esordito mettendo subito in evidenza come la “transizione verso una società più equa e sostenibile è probabilmente la nostra sfida più importante”. “La Nuova agenda dei consumatori che la Commissione ha pubblicato a novembre 2020 rappresenta la tabella di marcia per sostenere i consumatori in questa sfida e renderli protagonisti nell’Unione dei cambiamenti radicali che attraversano la società, l’ambiente e l’economia” – ha aggiunto.

L’Agenda dei consumatori adotta una visione di lungo termine,  attraverso politiche coerenti con altre iniziative chiave come il Green new deal e il Piano d’azione per l’economia circolare, ma risponde anche ai bisogni dei consumatori nell’attuale fase pandemica. Balta ha sottolineato come se da una parte il mercato dei prodotti verdi e sostenibili sia cresciuto enormemente negli ultimi anni, dall’altra la maggioranza dei cittadini europei ha maturato la convinzione che cambiare le modalità di consumo rappresenti il modo più efficace per fare fronte alle questioni ambientali e climatiche. Quindi l’Agenda vuole rispondere ai desideri e alle domande dei consumatori assicurando che i prodotti sul mercato siano sostenibili. Concretamente – ha spiegato l’esperta – il piano d’azione della Commissione mira a proteggere i consumatori garantendo loro informazioni più chiare e affidabili sui prodotti, superando l’individuazione del fattore “prezzo” come unica discriminante per le scelte di consumo. La seconda azione chiave ha a che fare anche con l’economia circolare, e quindi con l’ideazione stessa dei prodotti: l’Agenda intende favorirne la riparabilità e incoraggiare quei prodotti che possano definirsi “green” sin dall’origine e non solo quando vengono immessi sul mercato. La terza iniziativa connessa all’Agenda è quella legislativa che intende spingere le imprese a fare di più verso la transizione inducendole a integrare gli obiettivi di sostenibilità nelle loro strategie di business.

Roberto Tatò, dirigente presso il ministero italiano dello Sviluppo economico - direzione generale per il mercato, la concorrenza, la tutela del consumatore e la normativa tecnica -, ha spiegato come l’Italia abbia accolto molto positivamente la Nuova agenda dei consumatori nell’ottica di perseguire più efficacemente il Goal 12 dell’Agenda 2030 su consumo e produzione responsabili. Secondo Tatò “la transizione verde rappresenta una grande opportunità per le imprese europee”.

Nel 2020 il ministero dello Sviluppo economico ha siglato una serie di accordi con altre istituzioni tra cui quello con il ministero dell’Istruzione per sensibilizzare gli studenti tra gli 11 e i 18 anni sul tema del consumo responsabile e quello con l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) per rafforzare l’educazione e le competenze tecnologiche dei consumatori sempre più immersi in un ambiente digitale.

Tatò, concludendo, ha affermato che “solo un ruolo attivo dei consumatori potrà permettere di raggiungere la transizione. Probabilmente è più difficile indurre le imprese europee verso questo percorso che rafforzare i cittadini-consumatori fornendo loro maggiori strumenti e informazioni per valutare l’impronta ecologica di cibo, prodotti e servizi”.

Il terzo intervento su “l’implementazione dell’Agenda 2030: una valutazione complessiva della partecipazione dei cittadini al consumo responsabile” è stato curato da Andrea Bonicatti, membro del Segretariato ASviS - area relazioni internazionali - e referente dei Gruppi di lavoro ASviS sul Goal 1 (povertà), Goal 8 (crescita sostenibile) e del gruppo trasversale sulla Finanza per lo sviluppo sostenibile.

“Negli ultimi anni l’Europa ha posto l’Agenda 2030 e la sostenibilità al centro delle sue politiche. La prima grande politica europea è stata certamente il Green deal, ma nel 2019 è iniziato anche il processo di riforma del semestre europeo che rappresenta uno dei principali strumenti di cooperazione tra i Paesi membri” – ha ricordato Bonicatti. “A livello locale il focus è stato sull’adozione dei piani di ripresa e resilienza per la ricostruzione dopo la pandemia”. Il primo importante elemento adottato dall’Europa in questa fase è stato il Next generation Eu che certamente risulta uno strumento rivoluzionario dal punto di vista della sostenibilità dal momento che destina il 37% dei fondi alla transizione verde. “Inoltre – ha continuato il relatore dell’ASviS –gli Stati membri devono provare che i piani che vogliono mettere in campo rispettino il ’do not significant harm principle’ ovvero il principio di precauzione: c’è quindi un enorme e significativo mandato della Commissione a far sì che la sostenibilità sia effettivamente perseguita”.  

L’evento è proseguito con una tavola rotonda che ha visto la partecipazione sia di membri del Parlamento europeo che supportano l’iniziativa dell’intergruppo che di rappresentanti di organizzazioni della società civile impegnate in prima linea nella promozione della transizione green. Tanti i temi emersi: si è parlato di incentivi al trasporto pubblico e della forte volontà politica necessaria per disincentivare, al contrario, il trasporto individuale; un altro focus è stato quello sul pericolo delle fake-news e della cattiva qualità delle informazioni sui prodotti che facilitano il pericolo di greenwashing da parte delle imprese e disorientano i consumatori; è stata sottolineata da più parti la necessità di passare da raccomandazioni a regolamenti vincolanti per accelerare la transizione; infine, si è parlato dell’esigenza di superare la visione del consumatore solo come “homo economicus” e di considerarlo invece un cittadino in senso pieno.

di Elita Viola

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