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Parchi: strategie per tutelare flora dell'Appennino centrale

A Sulmona risultati di 5 anni di lavoro progetto 'Life Floranet'

Cinque anni dedicati alla tutela della flora nell'Appennino centrale, per condividere esperienze e studi su biodiversità vegetale, in Abruzzo, in Italia e in Europa, dal monitoraggio dei popolamenti alla raccolta e conservazione del germoplasma, dalla riproduzione vivaistica presso i Giardini Botanici e la Banca del Germoplasma del Parco Nazionale della Maiella alla conservazione in situ all'interno dei Parchi. E' il progetto Life Floranet che si avvia a conclusione e che ha visto tra le attività principali quelle dedicate a salvaguardia e valorizzazione di sette specie vegetali di piante del Parco nazionale della Maiella, del Parco nazionale Abruzzo Lazio e Molise e del Parco regionale Sirente Velino, inserite negli allegati della Direttiva HABITAT poichè rare, endemiche e a rischio di estinzione.
    l meeting finale "La tutela della flora nell'Appennino centrale: i risultati del progetto Life Floranet Nat it 000946" si terrà nell'Abbazia di Santo Spirito al Morrone a Sulmona, sede del Parco nazionale della Maiella, giovedì 25 e venerdì 26 novembre. La prima sessione sarà dedicata alla "Tutela della flora in Italia e in Europa: esempi e prospettive nella salvaguardia delle specie vegetali della direttiva 43/92/Cee; nella seconda sessione saranno illustrati "I risultati del progetto Life Floranet".
    Cinque sono le principali minacce per la flora dell'Appennino interessata dal progetto - Cypripedium calceolus, Adonis distorta, Androsace mathildae, Iris marsica, Astragalus aquilanus, Klasea lycopifolia, Jacobaea vulgaris subsp.
    gotlandica - a partire dalla pressione turistica, che comprende attività come il passaggio su sentieri con mezzi motorizzati, il posteggio di auto nei prati, l'eccessivo calpestio su sentieri, ippovie e percorsi di cicloturismo. Una minaccia è indirettamente causata anche dalla rete sentieristica e sportiva in corrispondenza di alcune importanti stazioni floristiche.
    Nonostante, poi, il divieto di raccolta della flora spontanea in tutte le aree protette e l'azione di sorveglianza da parte del personale del Corpo Forestale dello Stato, la raccolta o il danneggiamento dei fiori o di interi individui vegetali delle specie di maggior interesse ornamentale (Iris marsica, Adonis distorta, Cypripedium calceolus) è spesso attuata da turisti e popolazioni locali.
    Ci sono poi il pascolo e lo sfalcio, con problematiche legate al calpestio e alla nitrificazione nei siti di permanenza eccessiva degli animali. Particolarmente interessate le aree a pascolo bovino ed equino come i Prati del Sirente e la piana di Campo Felice e le aree interessate dallo sfalcio dei prati sull'Altopiano delle Rocche e nella Val d'Arano. Tra i danni: la diminuzione del numero di individui e dello stato di conservazione delle popolazioni, il degrado e l'erosione del suolo, l'aumento della flora nitrofila infestante; la diminuzione della diversità infraspecifica per mancata produzione di semi.
    Gli incendi boschivi sono un altro serio pericolo per le specie localizzate in habitat scoperti, aridi, al confine dei boschi di querce. Le aree del progetto sono caratterizzate da vegetazione di boscaglia a quote non superiori a 1100 metri, nella zona Fontavignone-Terranera-Secinaro-Piani del Sirente del Parco regionale Sirente Velino. Le piante erbacee oggetto del progetto sono molto vulnerabili e, a differenza di quelle tipiche di climi mediterranei, non adattate a sopravvivere al passaggio del fuoco. Esse sarebbero gravemente compromesse se non localmente estinte. Tale aspetto è ancora più grave in endemismi locali perché la estinzione in Abruzzo determinerebbe l'estinzione su scala nazionale e globale.
    Infine l'evoluzione dinamica della vegetazione determina l'aumento della componente arbustata e arborea con conseguente riduzione del pascolo e chiusura delle chiarie, le zone di bosco in cui scarseggiano o mancano del tutto gli alberi.
    Venerdì 26 novembre, nell'ambito del meeting finale, si terrà la premiazione del contest fotografico "Floranet, fiori appenninici, bellezza in posa" riservato agli escursionisti che hanno immortalato fiori e habitat dell'appennino d'Abruzzo. Le foto selezionate dalla giuria saranno pubblicate su www.floranetlife.it e faranno parte di una mostra fotografica che sarà inaugurata durante il Meeting a Sulmona.
    Sarà possibile seguire gli interventi in presenza su prenotazione all'indirizzo sedescientifica@parcomajella.it oppure sulla piattaforma Zoom . I dettagli sul sito del Parco nazionale della Maiella https://www.parcomajella.it/il-life-floranet-verso-la-fase-conclusiva.htm .  

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