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Nuova Pescara, Confindustria, rinvio a 2027 sconfitta per tutti

Pagliuca 'unione dei 3 Comuni è imprescindibile per la ripresa'

(ANSA) - PESCARA, 23 MAR - "Rimandare al 2027 sarebbe una sconfitta per tutti, sarebbe mettere la firma al fallimento di uno tra i pochi progetti istituzionali davvero innovativi per il futuro del territorio. Parliamo della più grande fusione di Comuni mai realizzata in Europa". Così il presidente di Confindustria Chieti Pescara Silvano Pagliuca conferma le dichiarazioni di altri sostenitori davanti alla paventata ipotesi di rinvio dell'istituzione di Nuova Pescara al 2027 e chiede al presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio di adoperarsi per la corretta applicazione della legge regionale del 2018.
    "Dispiace prendere atto che nel momento in cui le imprese stanno attraversando shock epocali come l'uscita dalla pandemia e gli effetti della crisi russo-ucraina, la nostra politica non trovi di meglio da fare che riallontanare ciò che a fatica era stato fatto - prosegue in una nota Pagliuca - La legge fissa al 2023 la realizzazione di Nuova Pescara, con possibilità di spostare al 2024. Dal 2014 imprese e cittadini hanno manifestato la volontà in merito al progetto del Comune che riunirà Pescara, Montesilvano e Spoltore in un unico centro amministrativo. Oggi l'inerzia politica e gli interessi di pochi stanno tarpando le ali alle possibilità di sviluppo di un territorio, imbavagliando anche le leggi".
    Nel 2018, ricorda Pagliuca, "la legge regionale fissò i termini per la realizzazione del nuovo ente entro il 2024. Da qui una serie di ritardi inaccettabili, ora la beffa di un'ipotesi di modifica alla legge".
    Sul territorio del nuovo Comune, prosegue Pagliuca, "abbiamo un'età media di 41 anni", si concentrano più di 20mila imprese "con un bilancio di area estesa che ammonta a 181milioni di euro. Il solo risparmio sulla gestione degli organi politici si potrebbe attestare sul milione. La fusione snellirà l'apparato politico, ora ingolfato da 3 sindaci e circa 90 tra assessori e consiglieri comunali, mentre a Milano - fa notare Pagliuca - il sindaco si interfaccia con poco più di 40 tra assessori e consiglieri. L'unione dei comuni porterà importanti finanziamenti dello Stato e della Regione, nonché la possibilità di derogare al Patto di Stabilità". (ANSA).
   

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