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Lavoro: Bankitalia, Abruzzo migliora ma ancora difficoltà

Ampio ricorso a strumenti integrazione salariale

(ANSA) - PESCARA, 23 NOV - "Quadro occupazionale migliorato", in particolare nel secondo trimestre, ma ancora ampio il ricorso agli "strumenti di integrazione salariale". Così la Banca d'Italia analizza la situazione del mercato del lavoro in Abruzzo nell'aggiornamento congiunturale sull'economia regionale, presentato stamani a Pescara.
    "Nei primi otto mesi dell'anno - rileva l'indagine - le posizioni lavorative nel settore privato non agricolo sono aumentate, soprattutto nel comparto dei servizi e nelle modalità contrattuali a tempo determinato. Il progressivo allentamento delle misure restrittive introdotte per il contenimento dei contagi ha sostenuto il recupero della partecipazione al mercato del lavoro. Il clima di fiducia dei consumatori è migliorato, favorendo una parziale ripresa della spesa delle famiglie. Ha continuato a essere ampio l'accesso alle misure di sostegno del reddito".
    "Secondo i dati delle comunicazioni obbligatorie del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, in Abruzzo l'andamento delle attivazioni nette di posizioni lavorative alle dipendenze è migliorato nel corso del 2021, a seguito del progressivo allentamento delle restrizioni legate alla pandemia.
    Ad agosto - si legge ancora - il saldo tra assunzioni e cessazioni da inizio anno era pari a circa 28.000 unità, a fronte delle poco più di 16.000 dello stesso periodo del 2020 e delle 22.000 del 2019".
    "La creazione di nuove posizioni lavorative - viene rilevato - ha riguardato soprattutto i contratti di lavoro a tempo determinato, in particolare nel comparto dei servizi. Le attivazioni nette con contratti a tempo indeterminato hanno continuato a mantenersi su valori contenuti rispetto a quelli pre-pandemia, risentendo principalmente della debole dinamica delle nuove assunzioni. Nell'anno in corso si è inoltre gradualmente riassorbito il divario di genere nella creazione di posti di lavoro osservato nel 2020, anche per la maggiore presenza femminile nel comparto dei servizi. Il numero di attivazioni nette ha superato i livelli del 2019 sia per le lavoratrici sia per i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni. L'andamento del lavoro autonomo ha mostrato segnali di ripresa". (ANSA).
   

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