Teramo, il Comune si prepara alle riaperture

Assessore Filipponi ha incontrato coordinamento ristoratori

(ANSA) - TERAMO, 21 APR - In attesa del prossimo Dpcm, che regolerà le riaperture a partire dal 26 aprile, il Comune di Teramo lavora per la ripartenza e lo fa mettendo in campo una programmazione e una serie di iniziative volte ad aiutare le categorie più colpite dalle chiusure, a partire dalla ristorazione. "Sotto l'aspetto amministrativo le procedure sono avanti, non ritardemo in nessun modo le riaperture laddove l'Abruzzo dovesse tornare in giallo - assicura l'assessore al commercio, Antonio Filipponi - Siamo alla quarta proproga per quanto riguarda la concessione degli spazi esterni alle attività di ristorazione, che dovranno solo tirare fuori tavoli e sedie.
    E chi non ha fatto la richiesta fino a oggi potrà sempre farla".
    Il Comune, inoltre, ha incontrato il nuovo cordinamento dei ristoratori cittadini. "Ci hanno chiesto di confermare le 'vie del gusto', e anche in questo senso stiamo preparando le apposite delibere - spiega Filipponi - Per quanto riguarda gli eventi abbiamo confermato che tornerà 'Teramo Natura Indomita', anche con un'estensione maggiore in termini di date. Si potrebbe partire già da luglio e terminare a settembre".
    Sempre dai ristoratori è arrivata la richiesta, che il Comune sta valutando, di contributi in conto capitale anche per le attrezzature esterne. "Una misura - sottlinea Filipponi - sulla quale ci stiamo confrontando e che si innesta in una serie di contribti in conto capitale che stiamo pensando per tutte le attività che hanno avuto più difficoltà e subito le chiusure, come le palestre".
    "Credo che il 'coprifuoco' alle 22 non abbia più senso - conclude l'assessore - e ci auguriamo anche che i prosismi Dpcm abbiano scadenze più brevi. Con la campagna di vaccinazione in corso e l'arrivo della bella stagione, rispetto alla quale l'esperienza dello scorso anno ci suggerisce che potrebbe portare a una diminuzione naturale dei contagi, non ha senso fare Dpcm a lunga scadenza e penalizzare ancora categorie, come quella della ristorazione, che, è stato dimostrato in lungo e largo, non incidono sui contagi visto che sono chiuse da mesi".
    (ANSA).
   

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