Moti 1971:storico, dai giovani riscatto 'macchia' ribellione

(ANSA) - L'AQUILA, 26 MAR - "Non trovai la città di destra fascisteggiante che descrivevano i giornali di sinistra dell'epoca. E nemmeno la ribellione pronta all'insurrezione classista che veniva fantasticata dall'estrema sinistra. La mia impressione fu di un ambiente giovanile moderno deciso a riscattare la 'macchia' della ribellione". A spiegarlo all'ANSA è lo storico Umberto Dante, docente dell'università dell'Aquila, 73 anni, originario di Roma ma aquilano di adozione che arrivò nel capoluogo regionale all'età di 23 anni poco dopo la sommossa popolare.
    "Questo pentimento condusse ad una forte crescita del movimento giovanile comunista e della sezione universitaria, con dirigenti importanti come Giovanni Lolli, Rocco Buttari, Mauro Zaffiri, Renato Angelucci, Adolfo Paravano, Guido Japadre, Antonella Rossini. Sembrò avverarsi l'auspicio del deputato Pci Federico Brini: portare dentro al Pci gli stessi giovani che nel '71 avevano devastato la sede di via Paganica. In realtà. Il segreto della tenuta del quadro democratico non va ricondotto al Pci, che era minoritario in consiglio comunale, ma alla Dc, forza di governo. Era la Dc quella che avrebbe potuto essere schiantata dai fatti del '71. Invece la Dc aquilana tenne - conclude . E tenne attraverso la forza più in discussione: la corrente di Luciano Fabiani, l'uomo cui era stata devastata la residenza privata". (ANSA).
   

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