• Liborio il 'Campiello', libro Rapino diventa docufilm su Rete 8

Liborio il 'Campiello', libro Rapino diventa docufilm su Rete 8

Attori e scrittori abruzzesi interpretano i diversi capitoli

(ANSA) - CHIETI, 22 MAR - Sulla scorta del successo letterario "Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio", dello scrittore lancianese Remo Rapino, il romanzo che ha vinto il Premio Campiello 2021, è nato il film-documentario "Gli occhi di Liborio", prodotto da Rete 8, che andrà in onda in prima tv assoluta venerdì 26 marzo prossimo, alle ore 22, e che sarà possibile seguire anche all'indirizzo internet www.rete8.it/canali-tv/rete8/. Il film nasce da un'idea del direttore di Rete 8, Carmine Perantuono, in collaborazione con l'Agenzia Scribo di Nicoletta e Giuseppina Fazio, ed è stato realizzato con la regia di Antonio D'Ottavio, con il supporto di Alessandro Lanci, con le riprese aeree di Lanciano - città di Liborio, seppur mai nominata nel romanzo - e con la partecipazione dell'autore stesso. All'interno del film, il ciclo di letture dedicate al libro con protagonisti attori e scrittori abruzzesi, ognuno dei quali ha interpretato un estratto da un capitolo diverso. Rossella Mattioli, Edoardo Oliva, Pina Allegrini, Marcello Marciani, Gabriele Tinari, Domenico Galasso, Annalica Casasanta, Cristian Zulli, Milo Vallone, Giacomo Vallozza, Rolando D'Alonzo, Domenico Turchi e Dario Rapino. Inoltre, saranno proposte delle trasposizioni in dialetto di brevi estratti del romanzo, curate da Mario Cavallo, Fabio Celenza, Giuseppe Mascitelli, Giancarlo Rago e Cesare Romani, accompagnate anche da un video di Alessandro Lanci, che compare nel trailer di "Gli occhi di Liborio", prodotto in collaborazione con l'attore Silvio Sarta. Nel docufilm le immagini e gli interventi di Remo Rapino, alternandosi alle letture, si fanno essi stessi voce e racconto, traccia della città reale o immaginifica descritta e vissuta da Liborio, e osservata attraverso gli occhi del protagonista, - refrain modulato con il garbo e l'incanto del poeta che Rapino è, anche nella prosa - "uguali uguali" a quelli di suo padre. (ANSA).
   

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