Al via il Parlamento
06 aprile, 14:35
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L'apertura di una nuova legislatura é come il primo giorno di scuola. Chi si conosce si abbraccia o si saluta indipendentemente dal partito di appartenenza mentre i nuovi compagni di classe, in prevalenza i 53 senatori del Movimento 5 stelle rimangono seduti ai loro posti.
La pattuglia "grillina" si sistema negli scranni centrali e da lì non si muove. Silenziosi e ben educati parlottano tra loro, compulsano i loro tablet e scendono gli scalini solo per infilarsi nella cabina elettorale per votare il loro candidato Orellana, l'unico nome risuonato più volte nell'emiciclo in una votazione che ha visto solo schede bianche.
L'avvio della legislatura non riserva sorprese e chi si aspettava qualche colpo di scena dei grillini, che sfoggiano il distintivo del Movimento sulle giacche, rimane deluso. Il colpo d' occhio è di un'aula dove dominano i vestiti scuri e, nonostante l'elevato numero di donne, spunta solo qualche giacca dai colori sgargianti di qualche senatrice. Si comincia con il discorso di benvenuto del presidente anziano Emilio Colombo che sale sullo scranno più alto a fatica, appoggiandosi al suo bastone. Il senatore a vita nonostante i suoi quasi 93 anni (li compie l'11 aprile) parla con voce forte e chiara e accanto a lui siede, compreso nel suo ruolo di segretario, il neosenatore del M5S Vito Crimi che ha solo 40 anni.
Solo due gli applausi corali, con qualche differenziazione però tra i senatori grillini, per Napolitano e papa Francesco evocati da Colombo. L'emiciclo appare diviso a metà da una parte grillini, montiani e Pd seduti al loro posto mentre nell'altra parte dell'emiciclo i senatori del Pdl, finito il discorso di Colombo, sono in continuo movimento, danno la schiena alla presidenza, passano da un posto all' altro e formano capanelli. Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini arriva a seduta iniziata, e ci arriva da senatore eletto ed ex presidente della Camera, saluta Anna Finocchiaro con un perfetto baciamano, si dirige verso i banchi del Pdl e si intrattiene in cordiale conversazione con Renato Schifani, Gaetano Quagliariello e Maurizio Gasparri.
Solo in un secondo momento passa davanti a Mario Monti per una rapida stretta di mano. Si percepisce un certo gelo verso il presidente del Consiglio che trova il tempo per colloquio con Vannino Chiti mentre Casini si intrattiene, a lungo, con Maurizio Migliavacca al suo debutto in Senato. Domenico Scilipoti sciolto il primo imbarazzo nel cercare il posto è uno dei più attivi nel girare tra i banchi del Pdl a stringere mani e far capannello.
L'ex direttore del Tg1 Augusto Minzolini al suo debutto da parlamentare, entrato con un fascio di giornali, è subito accolto da Paolo Bonaiuti, "orfano" per ora del Cavaliere, l'unico grande assente di questo avvio della legislatura. Chi si comporta come un padrone di casa che accoglie gli ospiti è Roberto Calderoli, che non rinuncia alla sua tenuta casual con bluejeans e giacca sportiva. Saluta tutti e passeggia davanti alla presidenza, scherza con Giulio Tremonti. Ad un certo punto, il brusio dai banchi del Pdl si fa insistente, Colombo richiama con voce forte al silenzio per non disturbare le operazioni di voto, invitando tutti a sedersi. I senatori "grillini" lo ringraziano con un lungo e convinto applauso e sguardi di rimprovero all'indirizzo dei colleghi indisciplinati.





