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Ingredienti per una vita di formidabili passioni

Ingredienti per una vita di formidabili passioni

di Luis Sepulveda

di Mauretta Capuano

I ricordi degli amici e ''maestri come Tonino Guerra ''formidabile, eterno ragazzo'' scomparso a 92 anni, il ''gigante'' Gabo-Gabriel Garzia Marquez e Pablo Neruda che comincio' a morire quando ''l'orrore del fascismo si impadroniva del Cile''. Ma Luis Sepulveda parla anche del primo bacio e di come e perche' ha deciso di diventare scrittore nel libro 'Ingredienti per una vita di formidabili passioni', una raccolta di articoli che arriva in libreria il 9 maggio per Guanda e sara' presentato il 16 maggio al Salone del Libro di Torino dove quest'anno il Cile e' Paese ospite d'onore.

Sepulveda ha declinato pero' l'invito a far parte della delegazione ufficiale a Torino, come ha spiegato in una lettera indirizzata all'ambasciatore German Guerrero Pavez, per vari motivi fra cui il fatto che il Cile ''ignora e viola sistematicamente i diritti fondamentali del popolo mapuche'' ma assistera' ''con grande interesse agli incontri letterari'' dei suoi ''compatrioti e colleghi''.

''Sono cileno - dice Sepulveda nel libro - nei social forum, in mezzo ai giovani che credono fermamente che un altro Cile sia possibile''.

In queste pagine troviamo il Sepulveda privato e quello politico ma soprattutto l'uomo che ha avuto, appunto, una ''vita di formidabili passioni''. Il difficile passato cileno, l'esilio, i viaggi, fra cui quello nel deserto di Atacama, e la grande forza dell'amicizia e dell'amore ci restituiscono il ritratto di uno scrittore per cui la letteratura e' stata la scelta di ''dar voce a chi non ha voce''.

Cresciuto in un quartiere proletario di Santiago del Cile, Sepulveda - che e' nato nel 1949 e vive nelle Asturie - racconta che nella sua casa non c'era una vera e propria biblioteca e che a 13 anni il suo sogno era diventare un calciatore ma l'incontro con Gloria, ''la ragazza piu' bella del mondo'' lo fece andare in un'altra direzione, verso la poesia che era la cosa che lei amava di piu'. Cosi' l'autore della Gabbianella divento' un fervido lettore di Garcia Lorca, Antonio Machado e Gabriela Mistral, prima donna latinoamericana a vincere il Nobel per la letteratura nel 1945.

Sepulveda ci regala anche una lunga riflessione sull'''essere del Sud'' che ''segna la vita, a volte con una certa fatalita', a volte con una nostalgia piu' intensa della nebbia scandinava''. Toccanti le parole per Pilar e Jose' Saramago, in occasione del film di Miguel Goncalves Mendes dedicato al Nobel portoghese di cui e' entrato nel sangue a Sepulveda il ''rigore etico che ha conferito al compito di narrare''. Commovente l'immagine di Laika, il pastore tedesco dello scrittore, morta a quasi 14 anni, con cui ''se ne e' andata - dice - una parte di noi''.

C'e' anche 'Un modesto decalogo per capire il Grande Ricatto' che e' un invito ''alla presa di coscienza che il neoliberismo ha ormai toccato il fondo''. E ci sono soprattutto i dubbi e le certezze di cui la vita, dice Sepulveda, ''e' un insieme''. 

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