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A sei anni dalla morte Roberto Bolano diventa scrittore di culto

di Claudia Fascia
Martina, strano a dirsi, non e' il diminutivo di Marta, di origine latina il primo, orientale il secondo. E Mario e' un nome etrusco che nulla ha a che vedere con il femminile Maria. Eva arriva dall'ebraico, mentre Evelina e' normanno. Rosalia e' di origine germanica e non un composto di Rosa e Lia. E ancora: Simone e' greco e significa 'che ha il naso camuso', mentre Simeone, ancora dall'ebraico, sta per '(Dio ha) ascoltato (concedendoci un figlio)', mentre Sabrina e Sabina non sono neanche lontani parenti. Si potrebbe continuare all'infinito, oppure ricominciare anche con i cognomi, scoprendo che Sesso proviene dal nome di un piccolo centro vicino Reggio Emilia, che Seno e' la variante settentrionale di 'senno', che Fallo deriva da una voce dialettale per 'faldo', ossia falda. Manzo poi, con i suoi derivati Manzini, Manzoni, Manzolini, non ha a che fare con mucche e buoi, ma deriva dal nome germanico Mand.
Agnolotti, invece, non si deve a qualche avo particolarmente ingordo, ma a qualcuno che si chiamava Agnolo, una variante toscana per Angelo. Enzo Caffarelli, nel suo libro di onomastica, raccontando storie curiose, divertenti e inaspettate, ci porta alla scoperta dei piccoli e grandi segreti che il nome (e il cognome) di ciascuno di noi racchiude. Su basi scientifiche - storiche, linguistiche, demografiche, statistiche e cosi' via - l'onomastica rivela tante informazioni che possono riguardare le nostre origini, il nostro posto nella societa', il modo di parlare e di pensare, i rapporti affettivi che ci circondano. 'Tutto in un nome?', obiettera' qualcuno. Si', perche' il nome, che spesso segue le mode e torna a rotazione, puo' indicare con una buona approssimazione l'eta' di una persona. I cognomi segnalano la provenienza degli antenati, in qualche caso non solo indicano la regione o la provincia ma addirittura il comune. Per non parlare dell'intrecciarsi dei cognomi con i mestieri, le cariche onorifiche, l'aspetto fisico della persona da cui ha avuto origine e cosi' via. E tra le sorprese che non ti aspetti, c'e' anche un mito che cade: l'accoppiata Mario Rossi, sinonimo da sempre dell'uomo qualunque italiano, non e' affatto la piu' diffusa. Mario, per la precisione, non e' stato mai neppure il nome piu' comune in Italia, ma solo un nome di moda tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX. E cosi', nel primo conteggio ufficiale effettuato nel 2000 sugli abbonati telefonici, a primeggiare e' Giuseppe Russo. Mario Rossi risulta solo ottavo, preceduto da Antonio Russo, Antonio Esposito, Giuseppe Rossi, Salvatore Russo, Francesco Russo e Giuseppe Esposito.
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Venduto in quattro Paesi e diritti film
182mila copie in 9 mesi per noir di Carrisi








