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A sei anni dalla morte Roberto Bolano diventa scrittore di culto

di Mauretta Capuano
ROMA - Per fuggire dal presente, dopo il suo libro sull'eta' berlusconiana 'Dove eravate tutti', il giovane Paolo Di Paolo e' andato lontano. Indietro nel tempo, nella Torino e Parigi di Piero Gobetti, nel 1926. Cosi' e' nato il romanzo con cui e' candidato al Premio Strega 2013, 'Mandami tanta vita', in libreria domani per Feltrinelli, che alla fine lo ha riportato pero' ad oggi, seguendo il fuoco di passione che aveva Gobetti.
''Una scaglia del suo bagliore puo' stare nel tempo presente. Non volevo scrivere un libro sulla situazione attuale ma mi sono trovato a scrivere un libro su quell'eccesso di vita che apparteneva a Gobetti e che serve nel tempo odierno'' dice all'ANSA lo scrittore, 29 anni. La copertina rossa e la frase di Gobetti 'Mandami tanta vita' rimandano proprio a quel ''fuoco di passione che in un tempo cupo deve accendersi''. Ma, pur seguendo il fascino di questa figura storica, di un uomo che muore a 25 anni minato nella salute e dagli assalti delle squadre fasciste - dopo aver fondato riviste, una casa editrice, aver scritto libri, lettere, aver fatto critica teatrale e aver combattuto la deriva autoritaria del Paese - questo non e' un romanzo su Gobetti.
E' un libro sull'amore, sull'amicizia e soprattutto sulla fatica e il rischio di essere giovani. Racconta la fame di vita e la ''prodigiosa e precocissima giovinezza di Piero'', i suoi ultimi 15 giorni, ma anche la storia di Moraldo che e' tutto quello che Piero non e'.
''Moraldo, personaggio d'invenzione dal nome felliniano, e' un ragazzo che non ha ancora trovato la sua strada. Che ammira e invidia Piero, vive a Torino come lui e vuole conoscerlo ma tutti i tentativi falliscono. Gli manda lettere e ad un certo punto pensa che lui non voglia incontrarlo, vive il rifiuto. Ma - sottolinea Di Paolo - non e' cosi'. In realta' Piero e' partito per Parigi dove morira'''.
E' come una sorta di '''Sliding doors. Montaldo cerca un fantasma nella citta' e vediamo in parallelo i loro due destini''. E anche le loro storie d'amore. Commovente quella di Piero e sua moglie Ada che, diventata madre da un mese, accetta che lui parta per Parigi e lo aspetta ma Piero non tornera'. Mentre Montaldo si innamora di Carlotta, una fotografa di strada, attraverso uno scambio di valigie. Nel romanzo si sente anche che quell'urgenza del fare di Piero aveva forse in se' qualcosa di premonitore sulla sua morte cosi' precoce. Ma le idee ci sopravvivono sembra volerci dire il libro di Di Paolo che ha sentito in ''quella capacita' straordinaria di Gobetti a reagire a un tempo ingrato'' qualcosa che poteva parlarci adesso. ''Moraldo - sottolinea Di Paolo - e' inerte perche' sente le prospettive che gli si chiudono addosso. Allora Piero, perche' ce la fa?''. Perche' e' acceso dalla passione anche se il suo destino non e' dei piu' felici.
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