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A sei anni dalla morte Roberto Bolano diventa scrittore di culto

di Alessandra Magliaro
La chiesa come unico argine vero allo strapotere dei clan. E i preti di frontiera, protetti solo dalle loro coscienze e da una comunita' di fedeli che si aggrappa a loro come ultima possibilita' di vita. In alcuni territori, come le zone della Campania dove dominano i boss, sono quegli uomini li' a portare la speranza di un diverso destino. Roberto Saviano - che ha conosciuto due chiese: quella ''che raccoglieva a messa in prima fila gli ammiragli del cemento, indulgente con i boss'', ma anche la chiesa-rifugio dove lo stato e' assente e la politica ha smesso di arrivare - regala una prefazione e qualcosa di piu', una testimonianza, a Ilaria Urbani che ha scritto un libro, intitolato come la canzone di Fabrizio De Andre', La Buona Novella.
La casa editrice napoletana, Guida, lo fa uscire il 19 marzo: anniversario dell'uccisione di Don Peppe Diana, proprio uno di quei sacerdoti di frontiera, anticamorra, uomini coraggiosi che ''mostrano quotidianamente cosa voglia dire la parola missione'' cui e' dedicato il libro. Denunciare cosa accade in alcuni territori, scriverne ''non vuol dire odiare la propria terra, diffamarla, calunniarla. Raccontare significa invece amarla piu' di ogni altra cosa'', scrive Saviano all'amica Urbani, ma in realta' parlando di se stesso e a se stesso.
Le foto nel libro restituiscono al lettore le facce belle e vere di don Franco Esposito, il cappellano di Poggioreale, che allevia le pene di carcerati che vivono in condizioni disumane, di Don Felix Ngolo che dal Congo a Pozzuoli grazie alla passione per il calcio ha tolto tanti giovani dalla strada, di don Tonino Palmese, tra i piu' esposti, referente in Campania di Libera di don Ciotti, avamposto della legalita', di don Carlo De Angelis che ha dedicato la vita al recupero dei tossicodipendenti, di don Aniello Manganiello ex parroco di Scampia che ha fondato l'associazione sportiva don Guanella, di don Vittorio Siciliani e don Mario Ziello, di don Loffredo, del grande padre Alex Zanotelli, di padre Domenico Pizuti che testimonia la vita-non vita dei rom nella periferia nord di Napoli, di don Gaetano Romano popolare tra i giovani di San Giovanni a Teduccio, di padre Antonio Bonato che opera a Castel Volturno e di padre Valletti della Formazione Hurtado. ''Uomini, scrive Saviano, che non hanno avuto paura di guardare l'abisso e di affrontarlo senza proclami, costruendo soluzioni, cioe' cio' che piu' manca e quanto di piu' umile e difficile esista''. La Buona Novella, una sorta di road book, come lo definisce l'autrice, per scoprire il disagio attraverso la testimonianza di chi presidia il territorio ogni giorno.
''Spero che l'impegno di questi 13 antieroi metropolitani sara' accolto dal nuovo papa - conclude Ilaria Urbani - ma prima di tutto dallo Stato e dalla societa' civile''.
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Venduto in quattro Paesi e diritti film
182mila copie in 9 mesi per noir di Carrisi








