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A sei anni dalla morte Roberto Bolano diventa scrittore di culto

di Titti Santamato
Visionario, maniacale, imprenditore appassionato, una start-up tecnologica nata in un garage. Il fondatore di Amazon Jeff Bezos ha l'identikit giusto per essere incluso nell'olimpo dei guru del web. E da quando Steve Jobs non c'e' piu', Mister Kindle e' considerato uno dei suoi eredi insieme a Mark Zuckerberg di Facebook, Larry Page e Sergey Brin di Google.
La vita, il lavoro e la visione dell'uomo che ha creato da zero il settore del commercio online e ha portato innovazioni non solo tecnologiche ma anche culturali e' raccontata nel libro 'One click' di Richard L. Brandt, giornalista tecnologico che per 20 anni si e' occupato della Silicon Valley. Un libro utile per carpire i segreti del supermercato del web piu' grande al mondo e del suo creatore che raramente fa trapelare particolari della sua vita e del suo business.
''Amazon non fara' fallire le librerie. Barnes & Noble sta aprendo un nuovo superstore ogni quattro giorni. Borders ne apre uno ogni nove'': cosi' diceva Jeff Bezos nel 1998, ma la realta' dei fatti lo ha contraddetto. E Richard L. Brandt lo scrive nel capitolo del libro intitolato 'Amazon sta uccidendo le librerie?'. ''Barnes & Noble di recente e' stata piuttosto impegnata nel chiudere punti vendita, nei primi nove mesi del 2010 ha accumulato 107 milioni di dollari di perdite. Borders, la seconda maggiore catena libraria, sta soffrendo come se avesse preso l'influenza suina. I concorrenti e gli editori pensano che Bezos sia spietato. Viene considerato come uno stratega brutale dagli altri attori del settore librario - editori, venditori e autori - che si sentono minacciati dalle sue continue riduzioni dei prezzi e dalle sue pressioni per ottenere libri a basso prezzo. Bezos, se e' necessario per rimanere sulla breccia, sembra disposto a distruggere quel settore editoriale che e' stato la base del suo successo. Amazon sta veramente distruggendo le librerie? Se le grandi catene stanno soffrendo per una situazione economica difficile, Amazon sembra immune al virus della recessione. Mentre le catene rimpiccioliscono, Amazon cresce''. L'espansione e' confermata dai dati aziendali (i ricavi del quarto trimestre sono cresciuti del 36%, raggiungendo 12,95 miliardi di dollari, mentre i profitti sono saliti dell'8%, arrivando a 416 milioni) ed e' di pochi giorni fa l'indiscrezione che il colosso del web starebbe per aprire a Seattle il primo negozio al dettaglio dedicato alla vendita di libri ma anche a prodotti piu' costosi come il kindle, una strategia retail che fa subito pensare alla Apple. ''Amazon e' un concorrente che gioca con regole diverse dagli altri'', dice Oren Teicher, Ceo di American Bookseller Association. ''A Bezos non importa davvero dei libri - aggiunge -. Li usa, li vende in perdita per trainare e vendere qualunque altro prodotto. Sta acquisendo clienti per poter vendere loro qualsiasi cosa''. E pensare che il fondatore di Amazon e' arrivato a tutto questo quasi per caso dopo una carriera nel settore informatico-bancario. Ma una sua massima, ''su Internet tutti sono editori'', avrebbe dovuto far presagire le rivoluzioni portate al settore librario, dall'ebook al Kindle (che ora tallona anche l'iPad) al fenomeno dell'autopubblicazione con conseguente perdita di peso dell'editore a favore del venditore finale (lo stesso Amazon, appunto).
In 'One Click' Richard L. Brandt oltre a parlare di innovazioni digitali e strategie industriali, racconta anche la vita di Jeff Bezos che ha molte cose in comune a quella di altri imprenditori-nerd come Steve Jobs e Mark Zuckerberg. Nato in New Mexico il 12 gennaio 1964, del suo padre biologico non si sa nulla. Bezos e' il cognome del secondo marito della madre, esule cubano in fuga da Fidel Castro. Poi c'e' la predestinazione (alle elementari dimostra una predisposizione per i numeri, costruisce anche un modem rudimentale), le manie (nella sede dell'azienda a Seattle vuole solo tavoli fatti da porte riciclate) e l'eccentricita' (negli uffici possono circolare animali domestici suoi e dei dipendenti, per il suo matrimonio ha organizzato una gara di gavettoni). Insomma un personaggio forte e controverso che si racconta in questa frase: ''Per innovare, il segreto sta nell'essere ostinato e flessibile, piu' o meno contemporaneamente. Naturalmente, la cosa difficile e' capire quando essere l'uno o l'altro''.
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