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Il trono cremisi

Il trono cremisi

di Sudhir Kakar

di Mauretta Capuano

Il tramonto della dinastia Mogul visto con gli occhi di due occidentali, approdati nell'India della meta' del 1600: i medici Niccolo' Manucci, veneziano, e Francois Bernier, francese. Lo racconta Sudhir Kakar, uno dei piu' noti scrittori, psicanalisti e saggisti indiani, nel romanzo 'Il trono cremisi', pubblicato da Neri Pozza.

''Mi interessava mettermi nei panni di due occidentali che nonostante le differenze di origine e temperamento vedevano l'India dei Mogul attraverso una sensibilita' plasmata dai pregiudizi, dagli interessi e preoccupazioni di quel periodo'' dice Kakar, in questi giorni in Italia per l'uscita del romanzo.

A Roma, lo scrittore e' stato anche protagonista dell'incontro 'Una malinconia creativa' al Macro di Testaccio in cui ha parlato del subconscio nei dipinti di Rabindranath Tagore.

''Ho scelto - spiega all'ANSA lo scrittore - questo periodo della dinastia Mogul perche' e' il momento in cui l'Europa in ascesa si confronta con l'India in declino. E' un momento di confronto-scontro fra due civilta' diverse. In cui c'e' una versione dell'Islam piu' integralista che si scontra con quella piu' morbida dei sufi''. ''E' un confronto - continua lo scrittore - ancora oggi rilevante anche se l'incontro fra Italia ed Europa adesso e' all'inverso rispetto al periodo Mogul''.

Nel romanzo il veneziano Manucci, approdato a Goa nel 1653 in cerca di fortuna, viene iniziato alla pratica dei salassi e alla preparazione di farmaci speciali e pozioni afrodisiache dal medico induista Vidraj, prima di arrivare alla corte dei Mogul.

Il francese Bernier e' discepolo del filosofo Pierre Gassendi che oltre all'arte medica lo ha educato alla letteratura di viaggio. Molto diversi fra loro, Manucci entrera' nella corte dell'erudito primogenito dell'imperatore, il principe Dora, che ha una politica moderata nei confronti di tutte le realta' religiose. Mentre Bernier diventa il medico del figlio piu' giovane dell'imperatore, Aurangzeb, dedito alla guerra e sostenitore della supremazia della religione islamica. I due medici occidentali saranno testimoni della cruenta guerra che si scatenera' fra i due principi per la successione al trono. Per Kakar, che vive a Delhi ed e' docente in universita' indiane, europee e negli Stati Uniti, la rinascita e il declino fanno parte della normalita' dei cicli storici. ''Non dobbiamo pensare che nel declino delle civilta' ci siano sempre cose cattive. Le civilta' nascenti hanno sempre guardato con rispetto a quelle in declino. Nel momento in cui la civilta' greca era al tramonto i romani la guardavano come un modello ideale''. E, piu' che di scontro, Kakar preferirebbe parlare di ''incontro di civilta'''.

Psicanalista, antropologo, oltre che scrittore, Kakar ci tiene a precisare che la ''dissonanza cognitiva e' proprio occidentale. Rispetto a questo mi sento molto indiano. Non ho il bisogno di conciliare le diverse discipline che camminano fianco a fianco''.

Certo e' che in questo viaggio negli harem di corte, tra ricchezza e gioielli, dove si vive nel lusso sfrenato mentre avanza il declino e dove si trama per conquistare il potere, si vede nei particolari, nella cura del dettaglio, quanta importanza abbia la conoscenza della mente umana di Kakar nel raccontare i conflitti e le sanguinose lotte tra padre, figlio e fratello e nel dare respiro allo sguardo dei due medici occidentali.


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