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'Doppia menzogna' di William Shakespeare

'Doppia menzogna'

di William Shakespeare

Uno Shakespeare in più. Incredibile a dirsi, almeno per i profani, ma da oggi anche nelle librerie italiane esiste ufficialmente un 'nuova' commedia del più celebre scrittore inglese di tutti i tempi. Si tratta di 'Doppia menzogna, ovvero degli amanti afflitti', testo che per più di tre secoli è stato al centro del dibattito degli studiosi elisabettiani e che proprio oggi esce per la prima volta tradotto in italiano con testo a fronte, edito da Fazi.

Triangoli amorosi, donne vestite da uomini, intrecci tra tragedia e commedia, dire oggi che quello, sì, è proprio Shakespeare può sembrare scontato, eppure è dal 1727, da quando l'impresario Lewis Theobald mise in scena la piece, che si dibatte sulla reale paternità dell'opera, se sia del Bardo o del suo allievo più talentuoso John Fletcher. Proprio come nei migliori thriller, il manoscritto originale non è stato mai rinvenuto, probabilmente bruciato nell'incendio che distrusse il Globe Theatre di Londra nel 1613 o in quello successivo al Coven Garden del 1808. Theobald sosteneva che si trattasse di un'elaborazione da La storia di Cardenio, testo che l'ormai anziano Shakespeare e il giovane Fletcher avevano scritto insieme ispirandosi a un personaggio del Don Chisciotte di Cervantes. Il copione sarebbe andato in scena nel 1613, interpretato almeno un paio di volte dai King's Men subito prima del disastro al Globe, come proverebbero le ricevute di pagamento al prim'attore, John Hemings.

Come ricostruisce Roberto Bertinetti nella prefazione all'edizione italiana, il caso de La storia di Cardenio, in fondo 'solo' uno delle centinaia di copioni del teatro elisabettiano andati persi nel tempo, ha tenuto sempre viva l'attenzione di estimatori e detrattori soprattutto perchè coinvolgeva Shakespeare, gloria nazionale inglese, e Cervantes, padre della tradizione narrativa europea. Theobald, che sosteneva di possedere lui stesso una copia del testo originale del Cardenio (senza però averlo mai mostrato) e di averlo trascritto con il titolo Doppia menzogna per adattarlo al gusto settecentesco, di Shakespeare era un vero esperto. Ma aveva anche tutto l'interesse a sostenerne la paternità, nel pieno di una battaglia senza esclusione di colpi contro l''editore' suo rivale Alexander Pope. Che dal canto suo, ovviamente, smentiva tutta la teoria di Theobald.

Così, dal quel dicembre 1727 in cui Doppia menzogna debuttò a Londra, il testo è andato innumerevoli volte in scena, in Inghilterra solo dal 1920 è stato edito quattro volte e ha animato centinaia di saggi per stabilire chi aveva ragione, Theobald o Pope. Nel marzo 2010 finalmente la prestigiosa collana Arden Shakespeare ha rotto gli indugi, inserendo ufficialmente Doppia Menzogna nelle opere del Bardo e la Royal Shakespeare Company, dopo averne fatto una lettura all'Università del Michigan, ha già annunciato che la porterà in scena a Stratford-upon-Avon, quando lo Swan Theatre riaprirà dopo il lungo restauro.

Ma quello è davvero Shakespeare? Da oggi anche noi potremo farcene un'idea con la traduzione di Thomas Fazi ed Enrico Bistazzoni. Certo, la storia lo fa pensare: protagonisti sono il nobilastro Henriquez, che ama Violetta ma seduce Leonora, sposa promessa del suo miglior amico Julio. Sentendosi tradito, questi ordisce un piano per impedire le nozze, volute soprattutto dal padre della ragazza, che invece disperatamente ancora innamorata minaccia di togliersi la vita. Tra colpi di scena, travestimenti e battute graffianti, gli amanti afflitti ritroveranno le loro anime gemelle?

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